Lettera agli autori di “Vieni via con me” (Raitre)

Credo sia importante trasmettere la solidarietà a una trasmissione innovativa e coraggiosa che fa onore al servizio pubblico. Gli attacchi “preventivi” (cioè precedenti alla messa in onda) e quelli più recenti, devono essere nettamente spediti al mittente. E siamo anche noi spettatori a dover parlare.
Questa è una lettera che ho spedito a Michele Serra, giornalista e autore della trasmissione, il quale ha gentilmente risposto e ringraziato.
Facciamo sentire la nostra voce.

“Salve Michele,

considerare il contraddittorio come garanzia di completezza di informazione, o per “amor di verità” è una tendenza esclusivamente italiana, in particolar modo nell’ambito della notiziabilità politica nei nostri tg Rai e Mediaset. Nel resto d’Europa, l’attendibilità e credibilità del giornalista rappresenta la prima e principale garanzia di autorevolezza, e non prevede di norma che per raccontare una notizia di cronaca parlamentare in un telegiornale si debba “garantire il contraddittorio” tra le parti avverse del panorama politico-istituzionale (invito a consultare un’interessante indagine dell’Osservatorio di Pavia sul “rapporto tra politica e giornalismo in Italia”) Temo che la nostra anomala abitudine a prestare microfono prima a Tizio e dopo a Caio sia nient’altro che il riflesso della scarsa incisività del giornalismo italiano, categoria da qualche tempo poco incline all’esercizio della cronaca e quanto mai affetta dall’ansia del compiacimento – quando non del diretto comando – del Palazzo.
Bene ha fatto, dunque, il Capo Struttura di Rai3 a declinare la richiesta di Maroni di avvalersi del “contraddittorio” rispetto al monologo di Saviano, che (proprio in quanto monologo) nasce e muore da sè. Può legittimamente attirare consenso o dissenso, ma non legittima alcuno a considerarsi in credito di una replica.
Il tono da “bassa Lega” – mi passi il gioco verbale – del Ministro Maroni, grezzo e volutamente intimidatorio, credo sia stato da voi autori abbondantemente previsto alla vigilia, per cui mi auguro non scuota la linea che fino a oggi avete faticosamente saputo conservare e tutelare.
Roberto mi emoziona: è un ragazzo più giovane di me a cui è negata la normalità. Giovani come lui, o come ad esempio Peppino Impastato, tendiamo a considerarli “eroi” forse anche per celare a noi stessi una diffusa mediocrità.
Se può, Michele, porti a Saviano la stima e la solidarietà di tanti miei concittadini e corregionali, e il mio modestissimo personale abbraccio. Complimenti a tutti voi!”

Davide Rullo

“Grazie Davide. La solidarietà di ciascuno ha il suo peso specifico. Roberto è sommerso di mail affettuose, la redazione anche. Il più è fatto, proviamo ad andare avanti.
Un abbraccio”

Michele Serra

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