Balducci, l'Onorevole, il Cardinale e il Marchese del Grillo

Ascoltare il Cardinale Sepe disquisire su ristrutturazioni di immobili, vendite di immobili, svalutazioni e valutazioni di immobili, poi sentire elencare i suoi principali referenti, tra i quali un Sottosegretario e il Presidente del Consiglio di Stato, poi ancora parlare di bilanci preventivi e consuntivi, e ancora descrivere il come e il perchè dei contatti con Bertolaso, con il Ministro dell’epoca Lunardi, con Balducci, e via discorrendo, mi ha fatto riflettere.
Fa riflettere sul senso, sulla stessa esistenza, di uno Stato estero nello Stato italiano. Quale significato dovremmo dare, oggi, allo Stato Vaticano, intriso di economi, addetti stampa, dicasteri, body guard, auto berline a vetri scuri, giornali e giornalisti di riferimento, partiti politici e uomini politici “vicini” ai valori di Santa Romana Chiesa?
Dov’è oggi il confine tra azione pastorale e trame di potere?

Sepe, “dal profondo del cuore”, perdona. Tempo al tempo, Eminenza: prima sarebbe bene stabilire come si sono svolti i fatti e da lì verificare le eventuali responsabilità. Le vengono mosse accuse su tre punti. Innanzitutto, per avere offerto ospitalità a titolo gratuito al Commissario della Protezione Civile, Guido Bertolaso, in uno degli appartamenti di Propaganda Fide, il cui immenso patrimonio immobiliare è di diretta responsabilità del Suo dicastero e in un periodo nel quale le commesse di ristrutturazione di detti immobili vedevano l’ampio coinvolgimento di un impresario, Anemone, supposto membro della famigerata “cricca” del G8, ivi incluso lo stesso Bertolaso; in secondo luogo, gli inquirenti giudicano non congruo e meritevole di approfondimento il finanziamento a fini di ristrutturazione ottenuto da Propaganda Fide a firma dell’allora Ministro delle Infrastrutture Lunardi (circa 2,5 milioni di euro di soldi pubblici dello Stato italiano a beneficio di uno Stato estero); infine, terzo punto (legato al secondo), la vendita di un prezioso immobile in via dei Prefetti a Roma, acquirente proprio il Ministro Lunardi, a un prezzo quattro volte inferiore a quello di mercato. E’ in piedi una seria ipotesi di corruzione. Ferma restando la presunzione di non colpevolezza fino a compimento dell’iter giudiziario, rimaniamo quanto meno prudenti su chi debba concedere cristianamente il perdono e chi dovrà eventualmente chiederlo.
Resta a mezz’aria la spiacevole sensazione di una Chiesa che si auto conserva. Al blocco granitico sulle questioni etiche, ben ancorate a tradizioni millenarie, si abbina una sorprendente modernità nell’utilizzo degli strumenti di economia e finanza, nella comunicazione con la classe dirigente italiana, nella gestione dei mezzi e dei tempi di informazione.
Perchè, ad esempio, Monsignori e Cardinali intervengono su temi etici e morali nell’imminenza delle elezioni e non invece il giorno successivo? Etica e Morale sono temi di coscienza, non dovrebbero riguardare volontà più o meno latenti di inquadramento elettorale.
Perchè poi, soprattutto, non mettere freno a questa tendenza, questo costume, di evidente collateralismo tra poteri forti? In tempi di spaesamento, anche morale, di disgregazione sociale, di scarso senso di solidarietà e di fratellanza, di pecorelle smarrite, naufraghi, esclusi, disoccupati, dimenticati di ogni sorta, un Cardinale che si fa presentare l’onorevole Ministro, o viceversa, è molto ecclesiale e molto romano.
“Siete disposto Voi a difendere il Papa, se necessario fino all’estremo sacrificio?” Chiese il “Pontefice” Paolo Stoppa.
“Santità, se necessario..” rispose il Marchese del Grillo.

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