I Compagni, gli Amici e i Camerata
Chi ci perde e chi ci guadagna?
Perché si deve temere di perdere qualcosa a mettere nero su bianco il proprio pensiero.
Teme colui che usa le parole per intimidire, per denigrare o emarginare persone ed opinioni a lui scomode, perché sa che la reazione può essere altrettanto aggressiva.
Colui che usa le parole per esprimere il proprio pensiero, lasciando sempre aperta la possibilità al dialogo ed al confronto non ha nulla da temere, può solo aspettarsi una risposta.
Per tranquillizzare chi scrive in questo blog, o vorrebbe farlo, ricordo che non è la prima volta che un parroco di Arborea si esprime contro la sinistra e gli amministratori di sinistra, che allora governavano Arborea, eppure nessuno ci ha rimesso del suo, ma “forse” tutti qualcosa di collettivo.
In quegli anni Gesù Bambino dormiva tranquillo, la comunità d’Arborea era una comunità serena e piena d’entusiasmo per il prestigio che poteva vantare rispetto alle comunità limitrofe.
Ora tutto questo sembra essere finito, l’economia è in crisi le strutture si degradano; le famiglie si disgregano, le statue e i simboli sono fatti a pezzi.
Cosa mai sta succedendo? Colpa della sinistra che non governa più Arborea ormai da un ventennio? Colpa dei sindacati che da sempre svolgono il ruolo di mediazione tra gli interessi del capitale e gli interessi dei lavoratori? Colpa dei nostri giovani che improvvisamente ed inspiegabilmente sono diventati irrequieti ed incontrollabili? Chissà!
Troppo spesso sentiamo dire che è tutta colpa della globalizzazione e della crisi finanziaria, per questo chi è ai vertici d’istituzioni pubbliche e private, si sente sollevato da ogni responsabilità.
Per chi guarda la società con l’unico desiderio di omologarla al proprio pensiero ed alla propria visione sociale, Nichi Vendola sarà sempre un deviato incapace di interpretare ed amministrare i fenomeni evolutivi ed economici che interessano la comunità, mentre Silvio Berlusconi e Lele Mora sono due brave persone che ogni tanto si lasciano andare e combinano delle marachelle, poco importa se di mezzo ci sono ragazzine o anche maschietti.
Non possiamo né aspettarci e né pretendere che la chiesa riconosca alla sinistra un ruolo di guida politica, ma sappiamo che possiamo essere affianco alla chiesa, ma anche essere dove la chiesa non riesce ad arrivare o non vuole arrivare.
In passato l’aver inveito contro i sindacati e i partiti, aver usato le ronde ed i bastoni ha inizialmente pagato in termini di consenso, salvo poi esser dovuti ricorrere alla collaborazione dei partiti, dei sindacati e di tutte le istituzioni democratiche, per rimediare ai disastri causati da chi, con troppa disinvoltura, ha usato quei mezzi e quegli slogan per trascinare la folla verso il suo folle progetto.
Speriamo che i responsabili di quell’atto vandalico contro l’inerme presepe di Arborea, non siano i primi nuclei di ronde, simili a quelle che agli inizi del ventennio fascista giravano per le strade e le piazze a danneggiare simboli e luoghi di culto per intimidire la Chiesa, in onore dell’anticlericale Benito Mussolini.
Chi a poca memoria, è incredulo o semplicemente disinformato, ma e pratico frequentatore dei siti web, può sicuramente trovare tanta documentazione in riguardo alle ronde nere del periodo fascista.
Forse non è il caso di drammatizzare troppo l’accaduto, gli autori del fatto potrebbero anche non essere i nostri ragazzi, magari è il gesto di un singolo in preda ai fumi dell’alcol che può anche essere perdonato, d’altronde anche Gesù crocefisso disse “Padre perdona loro perché non sanno quel che fanno”.
Una cosa è sicura! Tutti siamo chiamati ad un maggiore impegno sociale, una maggiore disponibilità al confronto e soprattutto a stare attenti a non inasprire i rapporti tra le persone che, legittimamente, possono avere opinioni diverse, perché ci sono già troppi segnali di piccoli conflitti che, se amplificati, potrebbero diventare ingovernabili per la nostra comunità.
Aldo Mantovani
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Pubblico qui un mio breve commento, a margine degli articoli che hanno fatto seguito al mio “Caro don Silvio..”.
Non c’è dubbio – e mai ne ho avuti – sul fatto che la trattazione di argomenti di stretta pertinenza con il territorio suscita, di norma, maggiore attenzione da parte dei lettori. E’ successo, nelle pagine di questo blog, quando si parlò delle questioni legate alla famigerata “trattativa” per la formazione delle liste civiche in vista delle elezioni amministrative di Arborea, e succede adesso.
Tutti sappiamo che gli avvenimenti di casa, ciò che attiene la nostra piccola comunità, accende la nostra attenzione, e i vostri successivi articoli nella fattispecie lo dimostrano.
Si tratterebbe, però, di convincerci che è necessario un ulteriore, piccolo (ma faticoso) passo in avanti, ovvero abituarci a considerare la manifestazione del pensiero come una prassi normale. Di più: abituarci ad accettare l’esternazione di un’idea, la pubblicazione di un’opinione, non come un atto separatista o oltraggioso della dignità altrui, ma come un contributo al riconoscimento di una società civile, mi verrebbe da dire una società “più″ civile, nella quale poter abdicare al reato di lesa maestà, che consiste nel ritenere intoccabili le istituzioni, le tradizioni, i dogmi, e preferire il silenzio, la prudenza, l’accettazione di un ordine pre costituito. In questo senso, ringrazio gli amici che hanno aiutato a fare luce, insieme a me, senza pretesa di verità assolute, su questo argomento. Può darsi che qualcuno, con o senza ironia, ritenga si sia fatto più buio che luce, può darsi che legittimamente possa non condividere nulla o quasi nulla. Bene, lo scrivesse pure. Come detto nel primissimo articolo di questo blog (vedere archivio per credere..) qui si censura la maleducazione, non il contraddittorio.
Grazie Aldo, apprezzo con il massimo piacere la tua analisi.
Finalmente un’altro arboreino verace dice come la pensa sul risvolto politico che i fatti accaduti ad Arborea (Samaritano e Presepe) hanno fatto presa su tutti noi.
Si tutti noi perchè, (anche se da qusi 50 anni non dimoro più ad Arborea) nonostante tutto sono e mi sento più che mai ARBOREINO.
Ricordo a chi è accorto di memoria: Non è la prima volta che ad Arborea accadono questi atti incivili.
Infatti negli anni 50,dei ragazzini (due o tre), i quali erano molto noti e conosciuti, si “divertirono” rubando e/o prendendo quel poco danaro che costituiva la somma contenuta nelle cassette delle offerte, presenti nella Chiesa Parrocchiale .
Eppure tutto si risolse con il severo intervento dei genitori nei confronti di questi ragazzi.
Il Parroco di quel periodo (Don Piemontese) non ne fece diventare un caso, ma si comportò come ognuno di noi fà nei confronti di ragazzi che hanno comesso una brutta ragazzata e dei quali si conoscevano molto bene il loro modo di essere ragazzi normalissimi e uguali in tutto e per tutto ai propri coetanei.
Oggi questi ragazzi sono ancora presenti, anche se con una certa età.
Se li conoscete non vi stupirete per la loro educazione civile e comportamentale.
La loro testimonianza potrà essere d’ausilio per capire che quando si ha una età giovane è facile comettere errori.
Non è scagliandosi contro chi ha compiuto questo atto vandalico che si risolve la carenza di un’educazione civica e comportamentale, così come quella dell’impegno sociale.
Fà molto più male leggere certe dichiarazioni, rilasciate da chi dovrebbe occuparsi d’altro ed essere d’essempio alla comunità.
Aldo ha perfettamente ragione, la sua analisi é quanto di più veritiera possa essere affermata, per come la penso io.
Certo, mi piacerebbe leggere altre analisi, ciò significherebbe un ulteriore crescita civica dei miei concittadini.
Ciao a tutti, Caio