La contrapposizione sistematica diventa metodo

Non si dovrebbe cadere nella banale interpretazione secondo cui l’avvelenamento del clima di questi ultimi giorni, in seguito all’aggressione subita dal Presidente del Consiglio, sia la comprensibile e istintiva conseguenza dell’onda emotiva. Il gesto di Tartaglia, persona di fragile equilibrio psichico, è stato da tutti gli esponenti politici deprecato e condannato. Per quanto i mezzi di informazione generalista si siano immediatamente adoperati per strumentalizzare ogni sillaba, la ferma condanna è arrivata, in realtà, anche da Rosy Bindi e Antonio Di Pietro, i quali hanno unicamente aggiunto alla propria umana riprovazione dell’atto violento una considerazione che tutti (proprio tutti coloro che non hanno la testa nella sabbia) hanno pensato senza dire, ovvero che c’era da aspettarsi che a furia di spingere sull’acceleratore lungo una strada sempre più stretta, si potesse a un tratto finire con le ruote sull’erba e andare in testa coda, nel caso specifico senza gravissime conseguenze fisiche. La prima comunicazione ufficiale del convalescente Silvio Berlusconi, depositata in poche righe al sito ufficiale del PdL, non è frutto di una spontanea e genuina affermazione di un uomo scosso e dolorante, ma uno slogan aziendale studiato a tavolino con i propri collaboratori: da un lato invita alla serenità, dall’altro insinua la parola “odio”, da un lato incarna il sentimento dell’amore e ringrazia per la solidarietà, dall’altro insinua l’ombra dell’invidia. Nessun riferimento personale, nemmeno un accenno allo psicolabile Tartaglia. In altre parole, nessuna volontà manifesta di circoscrivere il gesto a opera di un singolo, cosicchè i termini odio e invidia finiscono per cadere ben fuori da un contenitore: chi può si scansa, per tutti gli altri qualche schizzo di fango arriva. Infine, l’infame rappresaglia dei politici e affini del centro destra, tra i quali non si solleva una voce moderata, una parola di sobrietà, una frase di apprezzamento per chi – dall’altra parte – si assume la propria parte di responsabilità per i toni del dibattito, per l’asprezza della polemica dei mesi scorsi. Non s’ha da fare: Cicchitto attacca, Bondi rincara, La Russa incalza. La contrapposizione non è frutto nè della rabbia nè della paura: la contrapposizione è assunta come metodo. Di questo prendo atto. Sono costernato e avvilito per l’insano gesto di Tartaglia almeno quanto lo sono di essere governato da questi signori. Il chè equivale a dire, signor Berlusconi, che sono fortemente costernato e avvilito per quanto le è successo.

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