Incontro con Gianni Sanna, Segretario Provinciale

Giovedì scorso, 21 gennaio, si è tenuto a Terralba – nella sede del partito – un incontro tra i circoli del territorio (Terralba, Arborea, S.N.Arcidano, Marrubiu e Uras) e il neo eletto Segretario dell’Assemblea Provinciale, Gianni Sanna. Proprio il Segretario ha aperto la discussione ripercorrendo, in sintesi, i propositi e le tematiche presentate a suo tempo in quel di Oristano, in occasione del discorso di presentazione delle linee programmatiche, rimarcando – tra le tante cose – la determinazione riguardo alla modernissima battaglia per i diritti civili, vero avamposto della libertà. Grazie agli amici di Terralba, padroni di casa, e a Pietrina, Segretaria di circolo che ha coordinato gli interventi, la discussione si è da subito incanalata senza i tediosi formalismi che troppo spesso introducono e accompagnano i dibattiti politici, il più delle volte scimmiottando le tavole rotonde con tovaglie verdi e acqua minerale, nelle quali ci si parla un po addosso. Ritengo sia stato un incontro utile, smanioso di affrontare temi di sostanza. Non è mancato qualche cenno di critica per le modalità con cui si è giunti alla determinazione dei famigerati 120 membri dell’Assemblea, un aspetto che lo stesso Gianni, anzi proprio lui per primo, non ha eluso; auspicando (e insieme a lui, tutti quanti) che in futuro siano sempre minori e in via di dissoluzione gli spifferi di corrente che, nel nostro come negli altri partiti, provocano fastidiosi torcicollo a chi ha la sventura di trovarsi esposto. Dal canto mio, in rappresentanza del circolo arborense, ho manifestato la volontà, la necessità, di far uscire il pd dall’angolo: la nostra storica tendenza al masochismo, all’autocritica feroce, provoca inevitabilmente perdita di credibilità all’esterno e tra i cittadini non militanti. Non è un tema nuovo, nè originale. Ho aggiunto, però, una ulteriore controindicazione: la spietatezza con la quale discutiamo dei nostri comportamenti, e delle scelte dei nostri rappresentanti politici, sta assumendo aspetti ormai cronici. Ci stiamo abituando a non essere mai, o quasi mai, d’accordo su niente. Stiamo diventando scettici sulla buona fede del nostro vicino di sedia, dubbiosi sui buoni propositi dei nostri consiglieri, talvolta addirittura sarcastici sulle battaglie politiche dei nostri deputati o referenti nazionali e regionali, mentre somatizziamo con pericolosa indifferenza ogni forma di abuso, di scempio, di degrado si viene a manifestare ogni giorno dalla Destra italiana e sarda. Così accade, solo per citare un esempio, che la sconfitta alle scorse Regionali di Renato Soru si addebiti a una non meglio definita “incapacità di comunicare” anziché al regime di stampo sudamericano dei principali mezzi di comunicazione sardi, i quali per l’intera legislatura scorsa non hanno mai dato voce al Presidente della Regione, infamandolo ogni giorno con notizie inventate, in barba al codice deontologico del giornalismo. Una coltre di schiavi al servizio della (dis)informazione. Può darsi che su questo punto Gianni non si trovi in piena sintonia con me, ma così la penso. Si dovrà davvero ripartire dai circoli: fornire il massimo impegno affinché ogni paese della Provincia si doti di una sede, la quale sede dovrà non solo ospitare noi stessi, ma ricevere a braccia aperte i nostri compaesani, stimolando la curiosità, ravvivando l’attivismo civico, proponendo iniziative aggreganti, utili al quotidiano, mirate alle coscienze acerbe dei più giovani e a quelle (tante) sopite degli adulti, lasciando le sporche al proprio triste destino. Dovremo allontanare la tentazione di creare corsie preferenziali, scorciatoie sociali, favori e prebende da vecchia casta, in cambio di una manciata di tessere o di una auspicata visibilità individuale. E lavorare insieme, nell’interesse comune. Vedo nel nuovo Segretario Provinciale un mix di elementi incoraggianti, tra cui l’umana esigenza di non essere lasciato solo lungo il percorso. Se riterrà opportuno, sono certo che Gianni troverà nei circoli i veri strumenti di cui servirsi. Spero che il partito, tra le alte sfere, ci assista.

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