Di ventennio in ventennio
Non riesco ad adeguarmi al quotidiano sconcio di uno sconcio Quotidiano: L’Unione Sarda.
Stamattina cerco di informarmi (termine per cui al più presto Berlusconi ravviserà estremi di reato) in merito alla discussione in corso in Consiglio Regionale sulla mozione di sfiducia al Presidente della Regione Cappellacci. L’intera opposizione ha sottoscritto il documento con cui si ritiene conclusa questa vergognosa legislatura, a seguito di pesanti capi d’accusa che pendono sulla figura del figlio del commercialista di Berlusconi, casualmente anche Presidente di Giunta in Sardegna.
Un fatto politico di importanza estrema. Consulto il sito L’Unione Sarda.it e non trovo una virgola sull’argomento. La home page (pagina principale del sito) mostra un Verdini che dà una “stoccata a Fini” – strana versione, quasi a farci apparire come abile giocatore di biliardo un uomo che, di fatto, è in caduta verticale a causa di imputazioni che toccano mezzo codice penale – e ci dice (sempre la prima pagina del sito di Zoncheddu) che arriva una “stangata” sui parlamentari con la manovra Tremonti, circa 1000 € di taglio alle buste degli Onorevoli. Nulla di nulla sull’avvenimento più importante e delicato della politica regionale da quasi due anni a questa parte. Nel giorno in cui pendono le sorti dei nostri eletti, L’Unione si trastulla con notizie da Bandiera Gialla di Rimini, gossip, stupidaggini di ogni sorta.
Diventerò anziano e mi chiederanno, i nipotini, quale Italia ha attraversato la mia età migliore. Risponderò di aver vissuto un ventennio (spero non di più) paragonabile, per pochezza, per inciviltà, per insulsaggine, a un ventennio di tanti anni fà.
Gli stessi che oggi ammiccano (e votano) al Capo, si adattano alla mortificante assuefazione ai pagliacci televisivi, saranno i primi a denigrarlo e a rigirare la frittata. Gli gireranno la faccia con l’indifferenza glaciale che Lui stesso gli ha insegnato: spegnendolo, come si fa con il telecomando, non lasciando alle spalle niente di davvero emotivo. Non ci sarà riconoscenza, dispiacere, affetto, odio, rimpianto; solo l’annoiata attesa di un nuovo istrione che li recluti, senza chiedere nulla di impegnativo e nulla di personale, solo partecipazione, fede, acclamazione e applausi. Una festa!
Se ti e' piaciuto questo post, lascia un commento o sottoscrivi i feed rss in modo da poter leggere gli articoli sul tuo feed reader.



