Assemblea provinciale: Gianni Sanna candidato a Oristano
Il 9 gennaio la presentazione della linea politico.programmatica. Il 16 l’elezione ufficiale di Gianni Sanna a Segretario Provinciale del partito a Oristano. I democratici avanzano (“tra rovi inciampano”, canterebbe un gruppo a me caro, ma comunque si rialzano e avanzano). Ho letto l’articolo di Gianni sul suo blog: mi ha dato l’idea di una lettera aperta nella quale non solo delinea un percorso e anticipa i tratti essenziali, ma aggiunge la voglia di liberare un filo di istinto e di passione, lasciando alle spalle i toni prudenti e abbottonati che accompagnano di norma i preparativi di un viaggio politico importante, con le sue strategie e la sua diplomazia. Non ho conoscenza diretta del futuro Segretario: ho idea di una persona leale e non ipocrita, ma si tratta di percezioni, suffragate da alcuni conoscenti. Il nostro partito ha necessità di finestre spalancate e di gioco di squadra, di parole chiare e di decisionismo, soprattutto di decisionismo. Caro Gianni, mi auguro che la nascente assemblea oristanese si dimostri capace di confrontarsi, di includere, di rinnovare i ranghi, ma che soprattutto riesca sempre a prendere la Decisione, con la “D” maiuscola perchè le comprenda tutte. E auguro al gruppo che ti sosterrà di assimilare una virtù che di fatto ci manca: la capacità di rimanere compatti il giorno successivo alla Decisione, la maturità (individuale, personale) di accettare le deliberazioni, le conclusioni, le posizioni che la maggioranza avrà determinato, pure dopo aspre discussioni. A mio modestissimo avviso, di fronte a una assemblea, qualsiasi assemblea, le cui scelte io non condivida, posso comportarmi in due modi: adeguarmi e allinearmi alla maggioranza, in nome dello spirito di squadra e più in generale allo spirito democratico, oppure abbandonare la scena nel caso estremo di una divergenza troppo accentuata con i miei valori e i miei principi. Detesto la terza possibilità, di gran lunga la più praticata nell’universo “sinistroide”: la creazione di una corrente, il piacere cinico di remare contro in piena navigazione. Paolo Villaggio, cinico tra i cinici, scriveva che “gli italiani quando sono in due si confidano segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito cui aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro alpino”. Temo che dai nove in su, gli italiani aspirino a diventare capi-corrente. Segretario avvisato… Un sincerissimo in bocca al lupo.
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