La tv via “scavo”
Visto ieri un servizio a cura della redazione del tg3 regionale, riguardante il progetto di trivellazione ad Arborea in fase di studio agli uffici dell’assessorato ambientale sardo, comincia ad apparire chiaro il quadro che si prospetta nelle prossime settimane.
Settimane (forse giornate) decisive per sapere una prima cosa di fondamentale importanza, ovvero se il piano Saras verrà sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale. Lo sapremo per voce dei responsabili in Regione (ufficio Savi, Assessorato all’Ambiente).
Intanto, conclusa la prima fase informativa, nella quale si è avuta notizia della concessione di ricerca di idrocarburi (gas metano) nel sottosuolo arboreino, comincia a disvelarsi la “fase due”, che mira a tranquillizzare l’opinione pubblica interessata (si parla di noi, cari compaesani) e a prospettare scenari di risparmi su bollette energetiche del 25-30%, conferimento di royalties, creazione di posti di lavoro.
Il servizio andato in onda su rai3 ieri pomeriggio è stato interessante, per chi ha il piacere di inoltrarsi nella parte oscura del giornalismo e analizzare una notizia non per quello che dice ma per quello che vuole indurre a credere.
La giornalista, solare e portatrice di liete novelle, incontra l’allevatore proprietario del terreno su cui dovrebbe insediarsi il futuro cantiere di scavo, e gli chiede in merito alla visita ricevuta dai “signori del gas”.
Nella risposta dell’allevatore di origini venete c’è – ovviamente – tutta la sorpresa: quelli che sembravano essere esattori di qualche bolletta non pagata erano in realtà dirigenti della Saras, la grande multinazionale che si occupa di impianti di raffinazione, i quali gli comunicavano l’intenzione di chiedere il suo campo in affitto per qualche tempo. Sono passati venti secondi e già la magica televisione ha instaurato un clima di moderata euforia, simile ai servizi (sempre uguali) in cui si intervista il fortunato vincitore al super enalotto.
Si dà dunque voce, subito dopo, a un professionista incaricato Saras, che sobriamente enuncia i possibili vantaggi a portata di mano: si ritiene che nel sottosuolo di Arborea esista un giacimento di metano di 1-3 miliardi di metri cubi, per un risparmio sulle bollette energetiche dal 25 fino al 35%, e complessivamente per il territorio sardo di circa 400 milioni di euro l’anno. Royalties riconosciute alla Regione per circa 3 milioni di euro l’anno e nessun impatto ambientale, perchè con le nuove tecnologie è tutto sotto controllo.
Così afferma e conferma la Dottoressa Cherchi, che durante gli anni sessanta (in cui venne effettuato il primo pozzo esplorativo nei pressi dello stagno di Arborea) era una studentessa in geologia.Non si trovò nulla, all’epoca, ricorda la Dottoressa Cherchi, ma non si scavò abbastanza. Altri tempi, ma gli idrocarburi sono una risorsa e non crede che nell’effettuare le prove estrattive ci siano particolari ripercussioni di tipo geologico e ambientale.
La giornalista annuncia il malcontento di una parte di cittadini di Arborea e di un comitato “no al progetto Eleonora” ma si affretta un istante dopo a rassicurare per voce del sindaco di Arborea, che garantisce verranno poste in essere le più meticolose forme di controllo da parte della Regione per la sicurezza e la salvaguardia ambientale.
All’epilogo, la giornalista chiede all’allevatore se si aspettava di dormire su un mare di gas. La risposta è – ovviamente – “no”, non si aspettava una cosa del genere proprio sotto i suoi piedi.
Così come era iniziato, il servizio termina, in un clima di leggerezza, in questa terra baciata da una insospettabile fortuna.
Vi invito, aldilà della vostra opinione al riguardo (e tutte sono legittime e rispettabili) a preferire voi stessi, quando si tratta di acquisire conoscenza: internet aiuta a crearsi idee e punti di vista indipendenti, al contrario della tv che mortifica il ragionamento e ci abitua ad allinearci ad opinioni altrui, quasi mai disinteressate.
Mi auguro che al più presto, ad Arborea, si dia vita a una assemblea popolare per approfondire questo argomento così complesso.
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