I pirati.
Insomma, diciamolo con chiarezza: le coste oristanesi sono infestate di pirati. La nostra ridente Provincia è a tutti gli effetti il laboratorio ideale per ogni allegro esperimento, dal deposito di amianto alle pale eoliche in bella vista nel mare, dalle centrali nucleari fino all’ultima scoperta dei briganti: gli scavi petroliferi.
E’ notizia di oggi (La Nuova Sardegna) che tra i campi di fragole lungo la strada 28 è in corso un lavoro sperimentale. La Saras ha presentato un’istanza «per la modifica del programma dei lavori e l’autorizzazione alla realizzazione di un pozzo esplorativo nell’area di ricerca del progetto Eleonora». Pare che l’assessorato regionale all’Industria, servizio attività estrattive (la Regione ha competenza su attività estrattive sulla terraferma) abbia simpaticamente concesso un’autorizzazione per un primo scavo cosiddetto “esplorativo” in diverse zone del territorio oristanese, tra cui appunto un sito ai margini della strada 28 ad Arborea. Qualora l’esito risultasse soddisfacente per i tecnici della Saras, spetterebbe sempre alla Regione dare un’ulteriore autorizzazione, stavolta definitiva, che porterebbe le grandi perforatrici in un territorio dal delicatissimo equilibrio idrogeologico. A quanto si scrive nell’articolo a firma di Roberto Petretto, “La Regione aveva concesso quella prima autorizzazione ritenendo che il territorio non corresse alcun pericolo ambientale dall’attività di ricerca della Saras”. A me questa pare una follia: visto che si tratta di scavi esplorativi, si presume che siano strumentali a un successivo investimento industriale nella zona, e quindi si presume che il pericolo ambientale si verificherà successivamente, ma comunque si verificherà. Dunque per quale motivo autorizzarlo?
Non stupisce la nostra passività, non stupisce l’assenza politica. Questa Provincia è il porta gioie di una destra affarista e lobbista. Rappresentiamo l’elettorato ideale, una miscela di asservimento e ignoranza, disinteresse e piccole invidie private. Le corporazioni sguazzano in un territorio ricco di risorse naturali e povero di dignità di popolo, gli amministratori (in grande maggioranza berluscones, ex fascisti, democristiani travestiti da qualcos’altro) si accontentano di sopravvivere, di legislatura in legislatura, in un bigottismo di maniera che salva le apparenze e mortifica l’identità, la prospettiva, il progetto. Il pd di Arborea approfondirà la questione e farà presente alla nostra amministrazione la serietà del tema.
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La tua analisi, caro Davide, come di consuetudine è appropriata. Purtroppo essa non basta, se non create un qualunque movimento che approfondisca una seria analisi del pro e contro. Ritengo utile che, oltre alle proposte che ritenete utili alla crescita di Arborea, anche con l’aiuto e consulenza di esperti del settore, che non mancano, possiate e vogliate sentire e conoscere le varie oppurtunità che questo intervento comporta, sia nel breve che nel tempo per la difesa del suolo, del paesaggio e non ultimo per l’economia. Dopo tanto lavoro e altrettanti sacrifici, bisogna scegliere se abbandonare la continuità dell’eccellenza di produttività agricola-lattiero-casearo,dopo averlo strappato alle acque e bonificato, questo territorio paludoso e malarico.Oppure bisogna dare fiducia al nuovo? Conoscendo, a priori, dell’incompatibilità di certi investimenti con la salvaguardia del territorio da certe invasioni che sono nocive e contrarie sia agli abitanti sia alla tenuta territoriale. Insomma, credo che occorra vagliare gli effetti positivi che quelli negativi. D’accordo, forse ci sarà lavoro per tutti, l’economia potrebbe avantaggiarsi, ma sarà utile alla comunità, non avendo più le certezze di poter godere e usufruire della salute a cui tutti, indistintamente, vorremmo che fosse patrimonio di tutti?. Allora, essendomi lamentato per la mancanza di dibattito (non sono a conoscenza di posizioni che qualcuno abbia preso nella fattispecie, al di fuori delle notizie della stampa e della Regione) sia nell’opinione pubblica, escluso l’articolo di Davide, che di chi è interessato per diritto-dovere, mi sono permesso di dire la mia. Sono altresì convinto che il P.D.sia locale che provinciale debbano muoversi e creare un movimento per la e/o non fattibilità e promuovere dibattiti a cui tutti i cittadini possano partecipare e dire la loro. Prima che sia tardi è necessario che tutta l’opinione publica arboreina prenda conoscienza di quanto sta per avvenire e difendere ciò che più le sta a cuore rispetto la propria convenienza e utilità.
Sperando in tempi migliori e che finalmente i concittadini abbiano una presa di coscienza, fraterni saluti.
Caio Sanna