Derivati swap: anche Arborea tra i Comuni a rischio
Un interessante articolo su “L’unione sarda” (Finanza creativa, 20 Comuni a rischio) a firma di Lanfranco Olivieri, segnalato da un collaboratore di questo blog, ci aggiorna sugli sviluppi dei cosiddetti Contratti derivati, meglio noti come swap e resi familiari al grande pubblico da un’inchiesta televisiva (Report, raitre).
Senza entrare nei dettagli e nei meccanismi tecnici di questi strumenti finanziari, ci limitiamo a riportare un sunto, utilizzando le parole dello stesso Olivieri, il quale scrive che “L’operazione in derivati, per la generalità degli enti sottoscrittori, consiste nella trasformazione di un mutuo a tasso fisso in variabile, con annesso un contratto (cosiddetto “swap”) che scommette sull’andamento futuro dei tassi di interesse. In altre parole, le amministrazioni hanno puntato sul fatto che l’Euribor – il parametro usato per calcolare la rata del finanziamento – non superasse una certa soglia. Il problema è che, negli anni scorsi, quella soglia è stata abbondantemente oltrepassata, comportando un esborso notevole a favore della banca ma a danno dell’ente.
Quest’anno, con la crisi economica e il calo del costo del denaro, le perdite si sono ridotte (8 milioni rispetto ai 14 milioni del 2007). Domani, però, la frittata potrebbe rigirarsi, con la ripresa dell’economia, a cui farà seguito un inevitabile rialzo dei tassi sui mutui.”
Proprio in concomitanza con la denuncia del Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, sull’utilizzo improprio di questi contratti e sulla crescita di amministrazioni dedite alla sottoscrizione di questo strumento, si scopre che in Sardegna sono 20 gli Enti locali (soprattutto Comuni) a rischio di ingenti perdite nei prossimi anni, tra cui proprio Arborea.
“A giugno 2009 – scrive ancora il giornalista – il valore delle perdite ha raggiunto gli 8 milioni di euro, a fronte di un debito (sui cui sono stati stipulati derivati) superiore ai 130 milioni di euro.”…”I magistrati contabili, dopo un’indagine conoscitiva sull’utilizzo e la diffusione degli strumenti di finanza derivata e delle cartolarizzazioni nelle Pubbliche amministrazioni, pubblicata il 18 febbraio 2009, hanno calcolato le perdite potenziali per ogni cittadino sardo. Il debito dei Comuni con derivati raggiunge 655 euro pro-capite.”
Tirando le somme, la Corte dei conti registra che più del 70% di queste amministrazioni ha realizzato perdite negli anni scorsi, pur avendo sottoscritto derivati con l’intenzione di risparmiare.
In pratica, per far fronte alle esigenze di operatività, questi Enti locali (tra cui appunto il nostro) hanno estinto anticipatamente mutui a tasso fisso più costosi in favore di nuovi finanziamenti più complicati, i cui risultati nel medio-lungo periodo sono però del tutto aleatori e imprevedibili: «Il principale contratto concluso, in moltissimi casi, dagli enti territoriali», si legge nell’indagine conoscitiva che la Corte dei conti ha presentato a febbraio scorso, «è quello di “swap di tasso di interesse”, che ha natura atipica e aleatoria e che ha quale causa sottostante la neutralizzazione di un rischio finanziario o valutario, con l’aggiunta di alcuni meccanismi di opzione che rendono complessa la valutazione dell’intera operazione finanziaria e incidono sulla determinazione del suo effettivo valore».
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