Eventi

Il (buon?) Samaritano

E’ una storiaccia questa di don Giovanni Usai, arrestato qualche giorno fa con l’accusa di violenza sessuale e favoreggiamento della prostituzione. A cui si sono aggiunte, notizia di queste ore, anche quelle dei Nas che hanno sequestrato nella comunità merci e attrezzature per 60 mila euro, riscontrando che i beni di consumo alimentare giacevano in stato di cattiva conservazione e si effettuava la macellazione clandestina delle carni.
Insomma, fin qui la cronaca giudiziaria, che rincorre i fatti strettamente legati all’episodio dell’arresto e alle correlate motivazioni.
Poi c’è il bisogno, forse il dovere, di commentare la vicenda.
Rigorosamente, ci atteniamo al principio di non colpevolezza fino a sentenza.
Il caso ha voluto che proprio la nostra piccola comunità arborense fosse teatro di questo fatto, a chiusura di un anno nel quale si è molto discusso sul tema della giustizia in Italia.
Non dobbiamo spaventarci, né indignarci. Secondo me è una buona occasione per riflettere, senza pregiudizi (anche senza pre-giudizi di tipo penale).
La prima reazione significativa è quella della Diocesi. Riporto quanto scritto dal sito de L’unione Sarda: “l’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, in ritiro nella comunità di Schoenstatt, in Germania, con una nota pubblicata ieri sul sito della Diocesi, si è detto “dispiaciuto e sorpreso” per quanto accaduto, comunque “vicino nella preghiera a don Giovanni e fiducioso nel corso della giustizia”. L’arcivescovo invita tutto “il presbiterio arborense a unirsi nella preghiera per un proprio confratello che in questo momento sta soffrendo”.”
Con tutto il rispetto per monsignor Sanna, la cui nota è senz’altro espressione di carità e misericordia cristiana e insieme garantismo di Stato, non mi sento di unirmi alla preghiera. Se, da un lato, vale il principio di non colpevolezza, dall’altro ciò non significa che l’innocenza di don Usai sia da considerarsi un dogma. Prudentemente, preferisco non puntare il dito sull’accusato, ma depositare la mia (eventuale) preghiera a chi, in un mondo afflitto da pene e dolori, ho davvero consapevolezza che stia soffrendo senza peraltro accuse sulla gobba di violenza sessuale o di favoreggiamento alla prostituzione.
In altri termini, posso pure presumere l’innocenza, ma vedrò di essere parsimonioso nella consegna del mio “Padre nostro”.
Ho trovato, poi, di pessimo gusto le immagini televisive di una emittente locale che riprendevano stamattina l’arrivo in tribunale di don Usai, scortato da due agenti di polizia. Di pessimo gusto il suo largo sorriso ostentato alle telecamere, un sorriso molto prossimo alla risata, e la risata vicina al beffardo. Non c’è proprio un bel niente da ridere: anche se avesse certezza della propria innocenza, il signor Usai dovrebbe sentire la morte nel cuore per essere depositario di sospetti e accuse tanto infamanti, specie se attraversato (come un prete dovrebbe essere) dal decoro e dai principi su cui si fonda l’Istituto che rappresenta.
A mio modesto avviso, l’arcivescovo Sanna – a sua volta – avrebbe dovuto prendere le distanze dal confratello, in attesa di giudizio. Perchè se non è dimostrata la decenza del pastore, con quale credibilità si potra sperare di redimere la pecorella smarrita?
Anche le autorità laiche che in queste ore appaiono prodighe di fiducia nella persona e nel suo operato durante la gestione della comunità degli ex detenuti del “Samaritano”, potrebbero magari almeno dubitare, solo dubitare, e dunque astenersi dall’esprimere giudizi assolutori. La questione è delicata. Una storiaccia, appunto.
In quest’ultimo dell’anno, in cui ci si abbandona a qualche riflessione su quanto ci lasciamo alle spalle, di buono e meno buono, mi sembra di constatare che ancora l’italiano – specie se rappresentante di qualche istituzione – tende a fidarsi del monaco (in senso metaforico) semplicemente perchè ne indossa l’abito. Continuiamo, in uno Stato sedicente laico, a farci suggestionare dalle “maestranze”, riservando loro i posti in prima fila, mettendo in ridicolo noi stessi e la nostra capacità di riconoscere valore e merito ai comportamenti personali, alla dignità del nostro vivere quotidiano, alla sobrietà con cui assolviamo ai nostri doveri e al nostro ruolo, qualunque esso sia.
Tanti auguri a tutti e buon anno!

Persone disinformate sui fatti: tanta gente

Tantissima gente venerdì 29 ottobre alla sala conferenze Mariano IV a Oristano.
L’iniziativa promossa dalla Segreteria Provinciale Pd e organizzata dal forum “Informazione e Comunicazione” ha avuto un riscontro superiore alle migliori aspettative.
Si è trattato di una esperienza entusiasmante: avevo già di persona coordinato i lavori del primo appuntamento, a maggio, di “persone disinformate sui fatti”, ma l’affluenza era stata scarsa, anche per l’imminente tornata elettorale in vista delle amministrative, che in quei giorni ha visto impegnati direttamente tanti militanti del partito.
L’evento merita una riflessione approfondita, che faremo nei prossimi giorni.
Per ora, mi preme ringraziare quanti hanno partecipato alla serata, augurandomi sia stata gradevole e interessante.
E un grazie sincero ai relatori presenti, i cui interventi sono stati di grande vigore.

Scarica la presentazione

icona-pdf icona-ppt
PDF PPS

Convegno sull’informazione italiana, ospiti importanti

Vi prego di diffondere questa iniziativa. Venerdì 29 ottobre è in programma un convegno ad Oristano, che tratterà il tema attualissimo e spinoso dell’informazione italiana. Avremo relatori importanti: Ottavio Olita è un volto noto della Rai, giornalista, referente regionale dell’osservatorio sulla libera informazione “articolo 21″; Giacomo Mameli è anch’egli giornalista conosciuto al pubblico sardo, oggi curatore della rubrica online “Sardinews” che si occupa dell’attualità e ci aiuta ad informarci su argomenti che i canali informativi generalisti (videolina e l’unione sarda, ad esempio) non ci fanno sapere. Giuseppe Giulietti è il responsabile nazionale dell’osservatorio “articolo 21″, oltre che parlamentare e persona conosciuta al pubblico televisivo. Siamo contenti di poter ascoltare, inoltre, Roberto Natale, Presidente della Federazione Stampa italiana (FNSI), in pratica il Presidente dell’Ordine dei giornalisti, e infine Renato Soru, che non necessita di presentazioni. Avrò il piacere e il privilegio di introdurre i lavori e coordinare la serata.
Accorrete numerosi!

Scarica la locandina in PDF

Convegno, Persone Disinformate sui Fatti