Comune di Arborea
Poca attenzione per il verde pubblico
Un cittadino (che si firma) ci ha inviato un articolo che lamenta un disagio. Riceviamo e pubblichiamo.
“Cari cittadini, ho osservato l’ennesimo lavoro comunale inutile, o comunque non eseguito correttamente. E’ stato asfaltato un tratto di piazzale a fianco alle poste (piazza del cooperatore). Si nota come il lavoro è stato eseguito solo a metà e si può anche notare come (ancora una volta) non sia stato tutelato il verde pubblico.
A quanto si vede, l’asfalto circonda i due unici platani presenti lungo strada, evidentemente non ricordandosi che un tempo, lungo corso Italia, c’era una striscia di verde che partiva dal semaforo e terminava fin dopo la gelateria di Panetto (peraltro, anche in quel punto i platani rimossi per realizzare la pista ciclabile non sono stati rimpiazzati).
Ricordo che nella riunione svoltasi dai salesiani, all’inizio di questa legislatura, la nuova amministrazione assicurò una efficiente gestione del verde pubblico: ciò non si è ancora visto, in realtà, e anzi gli alberi diminuiscono di mese in mese.
A proposito di questo, ne approfitto per fare i complimenti a don Silvio, che avendo tolto una pianta l’ha sostituita con una nuova, in meno di un mese (fatti, non parole).”
Carlo Gasparotto
Arborea, una nuova proposta dal pd
Circondati dalle cose grosse, disarmati dalla finanza invisibile, donne e uomini locali in mezzo al mondo globalizzato, consoliamoci con modeste proposte per problemi a vista d’occhio.
Nelle scorse settimane abbiamo sollecitato un’azione più decisa che l’amministrazione comunale potrebbe effettuare per aprire finalmente una vertenza sugli edifici di proprietà Laore ad Arborea. Una delibera regionale del 2008 offre interessanti spunti e strumenti di applicazione. Con puntualità disarmante veniamo ignorati, ci fosse un povero Cristo che almeno ci mandasse a quel paese. Niente!
Si legge su un giornale di informazione regionale che Villasimius avrebbe incassato poco meno di quattrocentomila euro dall’imposta di soggiorno, istituita a maggioranza dal consiglio comunale, nello scorso mese di giugno, in base al Decreto Legislativo n° 23 del 14 marzo 2011 (disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale).
Ecco, testualmente, cosa recita l’articolo 4 del Decreto, 1° comma:
“Imposta di soggiorno:
1. I comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonche’ i comuni inclusi negli elenchi regionali delle localita’ turistiche o citta’ d’arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualita’ in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno. Il relativo gettito e’ destinato a
finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonche’ interventi di
manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonche’ dei relativi servizi pubblici locali.”
Ecco un inciso dell’articolo del giornale: “La tassa è stata applicata a carico delle persone che hanno alloggiato in tutte le strutture ricettive classificate, alberghiere ed extra alberghiere, situate nel territorio di Villasimius, dal primo luglio al trentun agosto. L’importo del balzello è stato differenziato: 2 euro a pernottamento a persona per le strutture ricettive alberghiere classificate quattro stelle e classi superiori, 1 euro per quelle fino a tre stelle e, infine, 50 centesimi per i campeggi e i villaggi turistici all’aria aperta. Sono stati esentati dal pagamento, così come previsto dal regolamento di disciplina, i minori entro il decimo anno di età e coloro che hanno prestato attività lavorativa in qualsiasi struttura ricettiva e azienda produttiva locale. (fonte: Sardegna 24)“.
Bene, abbiamo provato a giocare con i numeri: supponiamo che l’anno prossimo i Consigli comunali dell’unione dei Comuni del terralbese (di cui facciamo parte) decidano di avvalersi dell’articolo 4 del D.L. 23, e supponiamo che applichino la tassa di soggiorno dal 1 giugno al 30 settembre del 2012.
Estrapolato il numero dei posti letto complessivi delle strutture del Comune di Arborea (fonte Regione Sardegna) si conta la bellezza di 2166 posti letto (tra agriturismo, hotel e campeggio).
Per semplificare, ipotizziamo anche che Arborea decida di applicare le tariffe in maniera identica a Villasimius, ebbene si scopre che la potenzialità di questa misura è pari a € 427.980 a stagione. Naturalmente parliamo di introito massimo, che non è realistico: significherebbe riuscire a occupare tutti i posti letto per tutti i 120 giorni di applicazione della tassa.
Per cui, stando stretti e prudenti, possiamo presumere che nelle casse comunali potrebbero entrare dai 75.000 ai 100.000 euro.
Restiamo ancora un attimo nel gioco e proviamo a ipotizzare che il Consiglio comunale istituisca una commissione paritetica formata per metà da membri del Consiglio e per metà da imprenditori turistici locali (come succede a Villasimius) allo scopo di stabilire di comune accordo l’utilizzo dei proventi della tassa. Dei virtuali 100.000 euro incassati, si potrebbe destinare il 20% (20.000 €) per manifestazioni artistiche e culturali da programmare per l’estate successiva, ad esempio nel mese di settembre; un altro 20% per potenziare i servizi di collegamento e migliorare la viabilità tra l’area marina e il centro del paese; con altri 30.000 euro si potrebbe rendere un gioiello il tratto di pista ciclabile maggiormente praticato e abbandonare definitivamente al proprio destino l’ormai inutile tracciato di pista degradato nelle zone periferiche agricole; resterebbe a disposizione un ulteriore 30%, pari a 30.000 euro, da spendere per investimenti promozionali e per la partecipazione alle principali fiere turistiche nazionali, o magari per la bonifica dei tratti sensibili a ridosso dello specchio d’acqua del S’Ena Arrubia, con attivazione di torrette di avvistamento o percorsi esplorativi.
Insomma, l’amministrazione potrebbe farci un pensierino.
Villasimius è stato l’unico Comune ad avvalersi della tassa di soggiorno. Tutti gli altri piangono miseria.
Tristezza.
I pirati.
Insomma, diciamolo con chiarezza: le coste oristanesi sono infestate di pirati. La nostra ridente Provincia è a tutti gli effetti il laboratorio ideale per ogni allegro esperimento, dal deposito di amianto alle pale eoliche in bella vista nel mare, dalle centrali nucleari fino all’ultima scoperta dei briganti: gli scavi petroliferi.
E’ notizia di oggi (La Nuova Sardegna) che tra i campi di fragole lungo la strada 28 è in corso un lavoro sperimentale. La Saras ha presentato un’istanza «per la modifica del programma dei lavori e l’autorizzazione alla realizzazione di un pozzo esplorativo nell’area di ricerca del progetto Eleonora». Pare che l’assessorato regionale all’Industria, servizio attività estrattive (la Regione ha competenza su attività estrattive sulla terraferma) abbia simpaticamente concesso un’autorizzazione per un primo scavo cosiddetto “esplorativo” in diverse zone del territorio oristanese, tra cui appunto un sito ai margini della strada 28 ad Arborea. Qualora l’esito risultasse soddisfacente per i tecnici della Saras, spetterebbe sempre alla Regione dare un’ulteriore autorizzazione, stavolta definitiva, che porterebbe le grandi perforatrici in un territorio dal delicatissimo equilibrio idrogeologico. A quanto si scrive nell’articolo a firma di Roberto Petretto, “La Regione aveva concesso quella prima autorizzazione ritenendo che il territorio non corresse alcun pericolo ambientale dall’attività di ricerca della Saras”. A me questa pare una follia: visto che si tratta di scavi esplorativi, si presume che siano strumentali a un successivo investimento industriale nella zona, e quindi si presume che il pericolo ambientale si verificherà successivamente, ma comunque si verificherà. Dunque per quale motivo autorizzarlo?
Non stupisce la nostra passività, non stupisce l’assenza politica. Questa Provincia è il porta gioie di una destra affarista e lobbista. Rappresentiamo l’elettorato ideale, una miscela di asservimento e ignoranza, disinteresse e piccole invidie private. Le corporazioni sguazzano in un territorio ricco di risorse naturali e povero di dignità di popolo, gli amministratori (in grande maggioranza berluscones, ex fascisti, democristiani travestiti da qualcos’altro) si accontentano di sopravvivere, di legislatura in legislatura, in un bigottismo di maniera che salva le apparenze e mortifica l’identità, la prospettiva, il progetto. Il pd di Arborea approfondirà la questione e farà presente alla nostra amministrazione la serietà del tema.
Proposta all’Amministrazione comunale di Arborea
Proviamo a essere più propositivi, come alcuni lettori del blog ci suggeriscono. E tentiamo di prenderci a cuore una causa, augurandoci che proprio dai lettori (che sappiamo essere abbastanza numerosi) arrivino integrazioni, consigli, precisazioni.
Facciamo anche che per questo fine utilizziamo le pagine del blog, che magari ancora non è di larghissimo uso ma è pur sempre uno strumento ufficiale del partito democratico.
Con riferimento all’ultimo articolo postato (“un paese fermo”) ci viene obiettato che poi, tutto sommato, il paese non è poi così fermo. Non entro nel merito perchè potrei sbagliarmi e ognuno la vede a modo suo e non replico. Ogni posizione è rispettabile, per carità. Provo a proporre.
Nel 2008 la Giunta regionale deliberava, a seguito di ricognizione effettuata sul territorio, l’elenco dei beni immobili funzionali e non funzionali all’attività dell’Agenzia Laore Sardegna. Non limitandosi a un puro elenco, dettava le linee guida che l’Agenzia stessa era tenuta a seguire per disfarsi (a vario titolo) dei beni non ritenuti funzionali allo svolgimento dell’attività. Ciò giustificato dalla necessità di abbattere i costi d’esercizio e sgravare l’Ente da un eccessivo patrimonio immobiliare infruttuoso.
La Giunta Soru emanava un atto esecutivo che conferiva a Laore la delega con cui disfarsi dei beni non più considerati di sua pertinenza, secondo le seguenti modalità:
a) alienazione di immobili per i quali sia già intervenuta l’accettazione da parte del promissario
acquirente o per i quali sussista l’impegno dell’Ente ad alienarli in regime di prelazione;
b) concessione di beni agli Enti locali territoriali in esecuzione di atti precedentemente autorizzati,
nonché cessione definitiva dei beni oggetto di contratti di comodato gratuito, comportanti
clausola di successiva cessione degli stessi, in favore degli Enti locali territoriali interessati,
previa verifica che gli stessi non rivestano interesse funzionale per l’Amministrazione regionale.
In particolare il punto b) a noi pare interessante: la concessione agli Enti locali territoriali (Comuni) dei beni oggetto di contratti di comodato gratuito, in particolare per quelli che non rivestano interesse funzionale per l’Amministrazione regionale.
Segue il lungo elenco dell’allegato C) quello che comprende i beni considerati cedibili, e non sorprende accorgersi del numero considerevole di edifici, tra cui depositi, uffici, esercizi commerciali, capannoni, per il solo Comune di Arborea.
Ora, siamo fortemente convinti che l’Amministrazione di questo Comune avrebbe tutte le facoltà per attivarsi in questo senso, e potrebbe con pieno titolo istituire un tavolo di trattativa con gli uffici territoriali dell’Agenzia Laore, affinchè si appropri (il Comune) di tutti o parte di quei beni che giaciono in degrado e abbandono nel nostro territorio, anche nel centro storico.
L’occasione andrebbe colta: il punto in oggetto parla di “cessione” e non di “alienazione”, per cui è ipotizzabile che si tratti di trasferimento di proprietà a titolo gratuito. Forse si, forse no, se ne possono interessare gli amministratori o si tratta di una questione impraticabile? Non pare ci si possa trincerare dietro il paravento del “non ci sono risorse”, dato che si tratterebbe di una vertenza puramente politica, a costo zero. Di buona politica, a nostro avviso.
Sarebbe lusinghiero, per noi che scriviamo da qualche anno e non veniamo mai, dico mai, degnati di una replica, che si prestasse attenzione a questa proposta, magari anche solo per venire smentiti (sempre nel merito) e ci si dica che questa strada non è praticabile.
O si dica che la si ritiene poco interessante.
Per chi avesse curiosità, ecco gli estremi della delibera della Giunta Soru:
DELIBERAZIONE N. 72/8 DEL 19.12.2008 (guarda delibera e relativi allegati >>)
Quale Pd ad Arborea?
Insomma, non è proprio un mistero che il nostro partito faccia fatica ad Arborea.
Si tratta di una questione che prescinde dal numero dei tesseramenti e che invece riguarda da vicino il senso di diffidenza che ci trasciniamo addosso in questa comunità che ha una sua storia, tradizioni ben radicate, qualche luogo comune di natura disfattista, in breve una tendenza all’omologazione e al pensiero quasi unico.
Si facesse riferimento alle tessere, o all’azione politica degli altri partiti “di massa”, ci renderemmo conto che a conti fatti siamo, e rimaniamo, l’unica entità politica organizzata e che appare (per la verità ancora troppo poco) nelle case dei cittadini con documenti, lettere, denunce, anche al di fuori dei periodi elettorali.
Il Pd continua, con i propri limiti, ad essere l’unico organismo tradizionale di rappresentanza politica attiva nel nostro territorio. Si può facilmente obiettare che – sempre a conti fatti – Arborea non si schioda da un identikit piuttosto chiaro: circa due terzi (il 70% scarso) delega la propria rappresentanza amministrativa o politica al centro destra, mentre un terzo dell’elettorato attivo, cioè quello che abitualmente si reca alle urne, si riconosce nella casa dei democratici, più una percentuale oscillante di cittadini che dichiarano la propria appartenenza alla sinistra pur non votando per il simbolo del partito democratico.
Le ultime elezioni amministrative (Provinciali) ci lasciano in dote circa 500 elettori, cifra ben superiore a quanto raccolto nelle votazioni provinciali del 2005 nelle quali DS e Margherita raccolsero 162 preferenze.
Si deve partire da qui. E’ indubbio che una quota parte di questi 500 non appartengono stabilmente o convintamente al partito per il quale hanno votato e che la presenza di un candidato residente in questo paese abbia provocato un effetto traino verso quanti hanno idee politiche labili, poco chiare, semplicemente hanno ritenuto di volere appoggiare il candidato per conoscenza personale.
Ma si tratta, ne siamo certi, di un ottimo potenziale di partenza.
Al di là dei numeri, tentiamo di proiettarci nell’azione da intraprendere.
Il 2010 è stato un anno di assestamento, per tutti i circoli provinciali e regionali. Dappertutto, per quanto ho constatato, i problemi sono stati analoghi, e forse le elezioni non hanno giovato alla stabilità complessiva.
Adesso dobbiamo sforzarci di essere meno autoreferenziali, cioè dobbiamo riprendere il filo con le questioni del territorio, sulle quali possiamo dimostrarci incisivi e propositivi. Ci proponiamo come alternativa all’indifferenza e al disinteresse. La questione sociale, a nostro avviso, è preminente: ci è stato detto, in questi mesi, che ci attende un periodo non brevissimo di cinghia tirata e di scarsità di risorse, un problema tanto nostro quanto dei Comuni limitrofi e in generale di questa Provincia asfittica. Se la politica, a partire dal centro sinistra, non saprà giocare una parte nel ricostruire una nuova rete di rapporti sociali, sarà più complicato mettere mano alle vicende economiche, alla cura e salvaguardia dell’ambiente, alla gestione vasta di tutto ciò che attiene la vita civile di questa comunità.
Il Comune di Arborea ha un nuovo Consiglio e una nuovissima maggioranza. La Giunta che si è insediata da circa metà anno include, in posizione non marginale, una esponente del Pd locale. Una donna di esperienza e una militante di lunga data nelle fila dei partiti del centro sinistra.
Questo ci offre lo spunto per abbozzare una breve analisi su due punti che mi sembrano essenziali.
In primo luogo, come già è stato scritto altre volte da me in questo blog, la presenza di Lalla nella Giunta comunale rappresenta per noi tesserati e per coloro che si riconoscono nel partito una garanzia e un argine al populismo e a una amministrazione demagogica, come è tradizione delle forze politiche di Destra.
Una delle ragioni che, a suo tempo, ha determinato la presenza di una nostra tesserata nella lista di Pierfrancesco Garau, va ricercata nel tentativo (comune a molti di noi anche se non a tutti) di posizionare dopo tanti anni un referente di centro sinistra nei banchi della maggioranza, quindi nell’esecutivo.
Si è trattato di una scelta anche sofferta e non priva di lacerazioni al nostro interno, di cui trovate traccia in questa rubrica negli articoli piuttosto infuocati che precedettero le elezioni comunali. Il tempo sarà arbitro della bontà o meno delle decisioni prese che – ricordiamo – furono lasciate alla libera valutazione personale di ciascuno dei tesserati.
In secondo luogo, e qui veniamo alle prospettive, il nostro partito dovrà dimostrarsi all’altezza di un compito non semplice, cioè quello di accompagnare l’attività politica di Lalla senza peraltro diventare forza di sostegno alla Giunta di cui è Assessore e Vice sindaco. Il circolo Pd (anche di questo potete trovare testimonianza nel blog) non potrà che avere un ruolo vigile sulle azioni amministrative, un ruolo terzo, che in nessun modo costituirà la virtuale stampella di questa Amministrazione.
Sia ben chiaro: il discorso sarebbe stato identico se fosse stato eletto Sindaco Mauro Serra, tanto per essere espliciti e fugare ogni dubbio.
Ma allora, cosa significa “accompagnare l’attività politica di Lalla”?
Significa saper distinguere, volta per volta, le azioni amministrative da quelle di politica generale. Sulle prime si dovrà evitare di interferire, ma svolgere un’attenta opera di controllo; sulle seconde potrebbe essere necessario il nostro intervento e supporto.
E anche il nostro stimolo, se necessario.
Non passeranno sotto silenzio eventuali connivenze tra l’Amministrazione Comunale e quella Provinciale, o Regionale. Non saranno risparmiate critiche qualora – come tantissime volte è accaduto in passato – si dovesse fare uso del proprio ruolo di Amministratore per utilizzarlo come avamposto strumentale alla propria personale carriera, ma non è interesse del partito svolgere attività ostruzionistica nei confronti dell’Amministrazione Comunale, verso la quale, semmai, dovremo misurare la nostra maturità, valutando caso per caso, senza pregiudizio, ciò che viene fatto.
Infine, la speranza (comune a tutti i partiti) di riuscire a coinvolgere nei nostri incontri un maggior numero di persone rispetto al passato. Non giova la mancanza della sede, la cui ricerca rimarrà un punto essenziale.
Auguriamo un buon 2011 a tutti, compreso chi non vota per noi e chi ci avversa lealmente. Speriamo sia un anno migliore.



