Argomenti vari

Sulle scuole elementari

Articolo di Carlo Gasparotto.

Genitori, siamo tutti coscienti che la scuola è inagibile e i bambini sono stati trasferiti al mare.
Si era ventilata l’ipotesi di spostare i bambini dai salesiani, il Comune l’ha scartata perchè i bagni erano assenti o lontano dalle aule. Parlando con gli assessori e don Silvio ho trovato alcune incongruenze.
Facendo una verifica ho appurato che questa affermazione non era del tutto vera. Con un piccolo sacrificio da parte dei docenti e collaboratori scolastici si sarebbe potuto attuarla.
Risparmiando così i soldi dell’affitto dei locali al mare, del trasporto dei bambini e (cosa più importante) si sarebbe fatto l’intero orario scolastico, che a oggi è ridotto di un’ora al giorno.
Io mi domando e vi domando: non ci troviamo di fronte alla solita lotta tra campanili, dove a rimetterci sono i bambini e tutta la comunità?
Infatti, andando dai salesiani si sarebbero risparmiati un bel po di soldi che servono al Comune come il pane.
Ho notato da vari avvenimenti che si stanno susseguendo che anche questa Giunta si sta allineando a quella precedente, Spero vivamente che sia un’impressione sbagliata.

La cittadinanza riconquistata

Nell’anno 2006 sono stata ospite della comunità Il samaritano di arborea per sperimentare sul campo le nuove linee di progettualità legate ai programmi alternativi al sistema detentivo in Italia. Dopo 35 giorni di permanenza e di condivisione di quel mondo sono ritornata alla facoltà di Scienza della Formazione dell’Università di Genova avendo non solo portato un lavoro didattico e formativo, ma ho portato con me un universo emotivo, che per la prima volta mi ha fatto conoscere il senso d’appartenere a un gruppo, se pur in un contesto doloroso come quello.
Ho conservato non solo il mio scritto, ma tutta la programmazione relativa ai laboratori pratici realizzati con i ragazzi e le ragazze di quell’estate.
Era l’anno dell’Indulto: un anno in cui c’è chi ha deciso di rimanere al Samaritano, perchè in esso credeva e si sentiva parte. Quella era la sua patria. Quella era la sua nuova forma di libertà.
Questo mio intervento sta a sostenere la riapertura del Samaritano e a chiedere a chi di competenza di darmi la possibilità di ritornare a lavorare come volontaria per riorganizzare il settore socio-educativo di quella che è ancora l’unica Casa-fattoria dì Italia.

La vanità dei dittatori

Il tiranno, il dittatore, è quasi sempre un gran vanitoso. Così accecato di vanità da non scorgere la beffa finale: la sua vita colma di potere, circondata di obbedienti di ogni sorta (per obbligo o per personale convenienza), questa vita termina quasi sempre con l’umiliazione. Gli ultimi giorni, talvolta mesi, li trascorre in fuga da palazzi d’oro. Assistito da sparute guardie fedeli, si rintana nel bunker, e quando il bunker viene scoperto e bombardato il tiranno si sistema in un tunnel di cemento, o in una trincea improvvisata. In rifugi penosi, sempre più angusti e puzzolenti, e man mano che scappa lascia un po di potere, ad ogni passaggio: cappelli, turbanti, medaglie, lustrini, oro e denaro. Il tiranno è un vanitoso, ha avuto donne bellissime e giovani, e man mano che lui invecchiava le sue donne ringiovanivano. Le televisioni lo seguivano ad ogni passo e immortalavano cortei ossequiosi, pranzi diplomatici, delegazioni di Stato. Il tiranno camminava sempre un metro avanti i suoi sudditi e mezzo metro avanti i capi di governo stranieri. Quando il tiranno è vicino alla morte, quasi sempre viene strattonato, picchiato. Quasi sempre subisce l’umiliazione del corpo. La tv non si era mai permessa di riprenderlo con un capello fuori posto o in pose imbarazzanti. Adesso, vicino alla fine, il tiranno è spesso un uomo di settant’anni, con i capelli imbrattati di sangue e sabbia, e le riprese televisive non sono sotto la rigida regia dello staff presidenziale, ma sono date dalla videocamera di un ribelle esagitato. Si è reso responsabile della morte di centinaia di migliaia di persone, il tiranno vanitoso che ha avuto donne e soldi. Ma esiste categoria umana che possa fare più pena di chi si è creduto intoccabile (e forse immortale) per una vita intera, e poi ha il tempo di vedersi scovare in una tana come un topo e assistere ancora cosciente al vilipendio del suo corpo, davanti a una videocamera impietosa più dei giustizieri? Si sarà accorto in quegli ultimi attimi di non essere mai stato davvero un uomo? Io, di certo, l’ho visto uomo solo oggi.

“Calcutta? No, Arborea”

“Calcutta? No, Arborea!” è il titolo forte di un recente articolo di Giovanni Maria Bellu, grande firma del giornalismo sardo e nazionale, a commento di un dossier giornalistico che tratta con dettaglio il caso Sbs.
Certo non rappresenta una cartolina per i turisti e meno che mai un fiore all’occhiello del nostro caro “sistema Arborea”, e allora parliamone.
A distanza di poche settimane dallo sciopero davanti ai portoni degli uffici di corso Italia, per sensibilizzare sulla questione riguardante gli stipendi in arretrato di mesi dei dipendenti dell’ente, questione sulla quale non mi risulta si siano fatti passi significativi nei giorni scorsi, si aggiunge il recente dossier giornalistico della rivista “Sardegna 24″.
Sfogliando il giornale digitale (o in alternativa acquistando copia cartacea) si legge il disarmante stato di abbandono e degrado in cui versa l’azienda regionale che tanta parte ha avuto nello sviluppo di questo territorio, ma che oggi appare sempre più una realtà (“carrozzone” qualcuno la definisce) la cui utilità economica è pari a zero.
Citando quasi alla lettera la denuncia di Sardegna 24, a firma del giornalista Pablo Sole, si evince che già a febbraio di quest’anno sul piazzale dell’azienda crepavano (letteralmente crepavano!) diverse vacche frisone e alcuni giorni dopo diversi vitelli. La causa dei decessi seriali pare sia la diarrea neonatale. Entro limiti ragionevoli, la morte di un certo numero di capi per diarrea neonatale è fisiologica, ma se non accompagnata da cure farmacologiche si trasforma in strage animale. Perchè non si effettuano le consuete cure? Semplicemente perchè non ci sono i soldi per acquistare i prodotti farmaceutici. E perchè le bestie risultano, inoltre, così malnutrite? Perchè (a quanto pare) la sola alimentazione a foraggio non integrata dal cosiddetto insilato, soprattutto mais, smagrisce e debilita l’animale, che produrrà molto meno latte rispetto a quanto potrebbe in situazioni di normalità: 13 litri al giorno confronto ai 30 potenziali.
Nè le aziende farmaceutiche, nè i produttori di insilato concedono più credito all’acquisto di farmaci e merce all’Sbs, oberata da milioni di debiti e – come detto sopra – persino incapiente con il pagamento dei normali stipendi al personale.
L’inchiesta giornalistica di Sole mette poi in luce gli aspetti amministrativi dell’ente.
Ai vertici aziendali siede l’amministratore unico, che si chiama Antonello Melis, commercialista cagliaritano buon amico di Ugo Cappellacci (il quale infatti lo ha designato amministratore) e che guarda caso fu nominato nel 2009 assessore alla Programmazione del comune di Cagliari proprio in sostituzione dell’attuale Governatore sardo.
Scrive Sole che “La nomina del commercialista al vertice della Sbs è arrivata parecchi mesi fa ma pare che in azienda siano in pochi a conoscere il suo volto. Anche perché gli impegni sono pressanti, posto che Melis (…) ricopre diversi incarichi tra cui la titolarità dello studio da commercialista aperto nel capoluogo. E il lungo curriculum non finisce qui: nonostante le critiche alla gestione della Sbs, solo poche settimane fa Cappellacci ha nominato Melis amministratore delegato dell’Insar, dietro un compenso annuo lordo intorno ai 70mila euro.”
Nel frattempo, in nome del “contenimento della spesa” gli effetti della dieta ferrea dei capi di bestiame sono che dai 180 quintali dei tempi d’oro, oggi la Sbs riesce a malapena a chiudere la giornata con 50 quintali di latte.
Ulteriori dettagli potete leggerli dal dossier del giornale suddetto, anche in riferimento alla scelta dell’azienda la quale, anzichè valutare l’ipotesi di destinare al macello le bestie non più produttive, decide di proseguire la gestione in stato di malnutrizione, con tutti i costi vivi che questo comporta. E’ una scelta ragionevole? Ai più esperti l’ardua sentenza.
Per quanto mi riguarda, continua a lasciarmi sconcertato l’indifferenza delle varie amministrazioni comunali di Arborea, compresa quest’ultima con a capo il sindaco Garau, che da sempre si defilano da qualsiasi forma di trattativa tra istituzioni, trattative che potrebbero agevolare quanto meno la gestione dell’immenso patrimonio terriero e immobiliare di un ente ormai morto e improduttivo, che occupa (a mio avviso indebitamente) una parte enorme di territorio.
Cos’altro si dovrà sopportare prima di assistere a un sindaco e un consiglio comunale che si occupino concretamente di una questione così invasiva della nostra economia?
Intanto, con pazienza e rassegnazione, il partito di cui faccio parte è costretto a indire riunioni in pizzeria perchè non si può usufruire delle decine di edifici in proprietà Sbs e Laore in abbandono, e quando magari ti affacci all’ufficio Sbs per valutare la disponibilità di un luogo, ti si risponde con arroganza. E come noi, chissà quante associazioni, società, comitati e chi per loro, saranno destinatari delle stesse umilianti risposte.
Possono esserci a mio avviso i margini per migliorare questa condizione, questo scempio. Non si tratta solo e sempre di risorse, talvolta la buona politica passa anche per le iniziative di tipo diplomatico, altrimenti cosa differenzia un politico da un comune imprenditore?
Signor Sindaco, vogliamo far qualcosa?

Tesseramento al partito

Al termine di una estate quanto mai tribolata a livello nazionale, il circolo pd di Arborea si rimette in marcia e chiama a raccolta.
L’appuntamento è per venerdì 16 settembre alle ore 20, presso la pizzeria “da Pietro” al piano superiore. L’incontro è una ripartenza delle attività che ci aspettano a partire dal prossimo autunno e rappresenta l’occasione per sottoscrivere e rinnovare il tesseramento al partito per l’anno in corso. La riunione è aperta a tutti, dai vecchi tesserati ai simpatizzanti, non vincola nessuno alla tessera ma offrirà la possibilità di averla e così potere partecipare alla vita del circolo e alle questioni relative alle iniziative dei democratici a tutti i livelli territoriali.
La riunione sarà anche l’occasione per una prima riflessione sullo stato della nostra cittadina e per un sunto di questo primo anno dell’amministrazione comunale.
Partecipate e passate parola.