L'Unione Sarda, che pena…

Un articolo che chiarisce e sbugiarda l’ennesima campagna di denigrazione a carico di Renato Soru, artefici i soliti servi del maggior quotidiano di disinformazione sardo.
La firma è di Carlo Mannoni, Assessore regionale ai Lavori Pubblici della passata Giunta di centro sinistra.
Leggiamo e ragioniamo.

La “palla incatenata” dell’Unione Sarda contro Renato Soru

di Carlo Mannoni

Pensando al rapporto tra l’Unione Sarda e Renato Soru dal 2004 ad oggi mi verrebbe da citare il bel film degli anni ‘70 “I duellanti” di Ridley Scott, nel quale due ufficiali francesi degli Ussari del periodo napoleonico duellano, spinti da un’ossessiva rivalità, ininterrottamente per quindici anni. Ma tale richiamo non sarebbe pertinente perché in quel rapporto c’è assai poco di duello, se non l’interessata ed ossessiva aggressività dell’editore di quel giornale nei confronti dello stesso Soru.

Aggressività che ha avuto inizio, ed è noto, sul finire del 2004 allorquando la giunta Soru revocò la delibera del precedente governo regionale di centrodestra relativa all’acquisto da parte della Regione dei palazzoni in costruzione a Cagliari nell’area di S. Gilla, di proprietà dello stesso editore. Di quella gloriosa giunta era componente, non scordiamolo, l’attuale presidente della Regione Cappellacci.

Di duello c’è poco, dicevo, perché a Renato Soru non sono mai stati riconosciuti da quel giornale, così come dalla consociata Videolina, né il diritto di intervento né quello di replica. Non oggi, come cittadino e consigliere regionale. Tanto meno ieri come presidente della Regione.

Quell’aggressività, che l’editore esprime di norma a “palle incatenate”, è attualmente ancora e più che mai forte, come ci si può ben rendere conto sfogliando l’Unione Sarda di ieri e quello degli scorsi giorni. Ma fermiamoci ad oggi, alla terza pagina di quel giornale che con fare censorio ammonisce con un sei colonne a caratteri pieni dal titolo: “Soru premeva per quell’archistar”. Per poi aggiungere, subito dopo ed appena più sotto: “Il pluri-indagato Casamonti e i progetti per rifare la statale 554″. I titoli in un giornale, si sa, sono tutto, e come mi hanno spiegato in molti, sono la “pancia” del giornale stesso, perché è lì che si scaricano gli umori, buoni o cattivi, del suo editore e del suo direttore. Quindi è con i titoli che bisogna colpire innanzitutto.

Così oggi parte contro Soru l’ennesima “palla incatenata” e con quel titolone si lasciano ad intendere chissà quali sue oscure pressioni perché un “pluri-indagato” come “l’archistar Casamonti” facesse “i progetti per rifare la SS 554″. La realtà è ben diversa ed è rappresentata dall’impegno profuso da chi scrive e da Renato Soru, tra il 2006 ed il 2008, per realizzare un progetto di ammodernamento di quella importante arteria che, con nuovi svincoli e rotonde, consentisse di eliminare tutti i semafori situati nei suoi 14 chilometri a servizio dell’area vasta di Cagliari, interessati da flussi di traffico giornaliero con punte di 60 mila autovetture. E a questo fine la giunta Soru aveva stanziato 60 milioni, 30 milioni nel 2006 ed altri 30 nel 2008.

Quel progetto (che è ancora disponibile sul sito della Regione http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?&s=106039&v=2&c=392&t=1 in veste “animata” tridimensionale), era nato nel febbraio 2006 con il bando di gara per la progettazione ed aveva portato alla firma di un importante e complesso “accordo di programma” relativo al tracciato, sottoscritto il 4 luglio del 2008 da Regione, Provincia di Cagliari, ANAS e i Comuni di Cagliari, Monserrato, Selargius, Quartucciu e Quartu Sant’Elena. Prima d’allora sulla SS 554 solo silenzio da parte della Regione. Non a caso ho definito complesso quell’accordo di programma, date le enormi difficoltà incontrate nel disegnare i nuovi svincoli ed apportare le necessarie modifiche del tracciato in una realtà fortemente urbanizzata, venendo inoltre incontro alle esigenze di tutti i comuni che si affacciano su quell’arteria.

Si era parlato, nella conferenza stampa tenutasi subito dopo quell’accordo di programma, dell’esigenza di realizzare almeno uno dei nuovi cavalcavia sulla SS 554 con un livello di progettazione architettonica molto alto in modo da farne un “gioiello” in una realtà urbana e periurbana assai compromessa. Dopo il “ponte strallato” realizzato a servizio dello svincolo per il policlinico universitario a Monserrato, Soru aveva in mente un cavalcavia ancora più bello che assurgesse a simbolo positivo di quella rinata periferia delle periferie, e per la cui ideazione architettonica aveva ipotizzato la possibilità di avvalersi della consulenza di professionisti di altissimo livello.

Casamonti, Archea? L’Unione si sofferma morbosamente su questi due nomi ai quali non ho mai dato rilevanza ed all’esplodere dello “scandalo” del G8 non ho assolutamente associato il nome dell’architetto Casamonti, che ho visto per la prima volta in fotografia oggi sull’Unione Sarda, alla ipotizzata consulenza architettonica per il nuovo ponte sulla SS 554.

Consulenza che non c’è mai stata, se non in un “pour parler” iniziale, dato che l’idea di Renato Soru non poté avere gambe perché i professionisti progettisti erano stati scelti con gara e spettava a loro avvalersi o meno, in totale autonomia, di tale consulenza. Totale autonomia che è stata rispettata senza alcuna pressione perché la committenza pubblica, ovvero l’assessorato regionale dei lavori pubblici di cui ero responsabile come assessore, non diede in proposito alcun incarico né formalizzò tale esigenza.

Però la “palla incatenata” è partita, eccome! Ma si sa, l’Unione Sarda lo ha fatto perché ha molto a cuore i 60.000 automobilisti che quotidianamente percorrono quella strada a servizio, tra l’altro, di un importante ospedale regionale e della cittadella universitaria di Cagliari-Monserrato. Li ha tanto a cuore quegli automobilisti che tace spudoratamente sul fatto che l’attuale giunta regionale non ha ancora posto mano alla progettazione definitiva dei lotti da appaltare sulla base del progetto preliminare dell’intera opera che il 28 gennaio del 2009 avevo presentato, come assessore regionale dei lavori pubblici, ai mezzi di informazione. Così abbiamo perso 15 mesi e della SS 554 con i relativi svincoli non si parla più, con 60 milioni (i famosi residui!) che dormono nel bilancio della Regione.

Ma a quel giornale che gli interessa? Infatti mai un articolo in proposito, solo un goffo tentativo il 20 ottobre dello scorso anno in cui aveva dato voce all’assessore regionale dei lavori pubblici Carta che, bontà sua, ci annunciava balbettando che gli appalti si sarebbero fatti nel 2010. “Forte” aggiungeva il giornalista “dei 223 milioni dell’intesa tra Berlusconi e Cappellacci del 2 ottobre che la Regione ha ottenuto quale copertura degli svincoli a raso”. Fondi ovviamente inesistenti, tolti i 60 milioni stanziati dalla giunta Soru.

Per l’Unione Sarda conta invece altro, com’è di tutta evidenza. Conta innanzitutto distruggere l’uomo Renato Soru tentando di annientarne sul nascere qualsiasi possibilità di “recupero” politico. Se Soru non fosse già politicamente maturo diremmo che quel giornale tenta di “soffocare il bimbo nella culla”. E lo fa oggi in modo più aggressivo che mai nel momento in cui lo stesso giornale si rende conto, e qua “gatta ci cova”, che Cappellacci è sempre più debole ed appare assai probabile, dati gli sconfinati demeriti dell’uomo, che la legislatura abbia una fine anticipata. Noi, con la nostra piccola “fionda” che è Sardegna Democratica, tentiamo quella “palla incatenata” di rimandargliela indietro. All’Unione Sarda, s’intende, ma di rimbalzo anche a Cappellacci.

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