Lo strano caso sollevato dal “Corriere di Como”
Lo strano caso di Antonio Pinos, il cittadino comasco di origini sarde che da 20 anni convive con uno “sdoppiamento” di identità anagrafica, è adesso all’attenzione del ministero dell’Interno.
È quanto dichiara l’assessore con delega ai Servizi demografici, Enrico Cenetiempo, intervenuto dopo aver letto ieri quanto pubblicato dal Corriere di Como. «Formalmente, i nostri uffici hanno agito correttamente perché ciò che fa fede è il certificato di nascita che in questo caso riporta quale luogo di nascita Mussolinia di Sardegna – spiega – Per questo abbiamo scritto al ministero, perché ci dia le indicazioni corrette per risolvere il problema».
Antonio Pinos sulla propria carta d’identità risulta nato nel 1934 a Mussolinia di Sardegna, mentre sugli altri documenti è nato ad Arborea, il Comune che ne ha preso il posto nel 1944. Un problema formale che però, secondo Cenetiempo, è stato causato dal Comune sardo, che sugli atti di nascita degli abitanti nati prima del 1944 avrebbe dovuto scrivere:
“Mussolinia di Sardegna, ora Arborea”, come è stato fatto per i numerosi cittadini nati a Rebbio o ad Albate quando ancora erano paesi autonomi. «In alternativa – continua l’assessore – abbiamo bisogno di vedere il regio decreto con cui è stata istituita Arborea per capire se è possibile interpretarlo in maniera retroattiva». In attesa di conoscere la risposta ministeriale, secondo l’assessore l’uomo può stare tranquillo, perché «con il documento che possiede, in cui si attesta che i due Pinos sono la stessa persona, almeno sul territorio nazionale può fare tutto: basta che vada da un notaio – conclude – Capisco però come la sua situazione sia spiacevole e speriamo che il ministero risponda al più presto».
“L’amico “Tony”, perché così lo chiamavamo ad Arborea abitava alla 16. La sua casa era quella costruzione che si trovava quasi all’incrocio della 16 con la strada principale per Arborea.
Tony mi scuserà se pongo all’attenzione il suo caso, perché le sue traversie devono essere note per dimostrare la scelleratezza di certi interventi al di fuori di ogni ragione etica e politica. Non e più possibile che ciò accada nel 2010, non si possono più permettere simili affronti alla democrazia della Repubblica, fondata sul lavoro e sullo ANTIFASCISMO.
Poiché, in tempi non sospetti, quando avevo avuto sentore del cambio sulla carta d’identita del Comune di nascita, mi ero già espresso con commenti non lusinghieri su ciò che stava succedendo negli Uffici Amministrativi del Comune di Arborea, ecco che ora si muovono da Como per risolvere il misfatto, perchè di misfatto si tratta.
Ma ad Arborea cosa succede? tutto dorme?  Questo è il mio interrogativo, perché io, comunque, mi ribellerò a questa insulsa disposizione.
Pertanto propongo agli illustri lettori di questo blog una democratica discussione e se a loro sta bene ciò che è successo all’amico Tony e che può accadere a molti altri.
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Caro Caio,
mi era già capitata sotto gli occhi, grazie a te, questa anomalia anagrafica che – a quanto pare – molto scalpore sta suscitando in quel di Como (o dintorni). E’ una vicenda singolare che qui in paese abbiamo vissuto e attraversato qualche tempo fa, e persone a me molto vicine che sono nate in questo luogo prima del ’44 si sono trovate di fronte alla richiesta, da parte degli uffici comunali, di recarsi all’anagrafe per modificare gli estremi di nascita nella propria carta di identità . Mi sono permesso di suggerire loro di evitare di farlo, poichè mi è parsa una forzatura mal pensata, che i responsabili hanno poi giustificato citando motivazioni legate a cavilli burocratici di cui non ricordo la natura. Si dice che a pensar male non si sbaglia quasi mai, e dunque ti confesso di aver provato sentore di apologia, sappiamo bene a cosa.
Anche perchè, come cita il tuo articolo, si poteva inserire – al limite – la dicitura “Mussolinia di Sardegna, oggi Arborea”, invece indicando solo Mussolinia si può avere il legittimo sospetto di rigurgiti nostalgici. Tristemente sorge un dubbio: coloro che inneggiano al fascismo, lo faranno per scontentezza del mondo contemporaneo o semplicemente per scontentezza di se stessi?
Caro Davide, ti ringrazio perchè anche tu affermi le stesse cose che dico e penso.
A me quello che fa specie è perché, constatato che ad Arborea per la sua origine e per la sua storia, con il fascismo ci sia stata una certa simpatia, molti concittadini continuano a coltivare idee che non esistono più e sono al di fuori da ogni logica di democrazia. Sul perchè di questo stato è un’altro argomento di cui sarebbe opportuno aprire un dibattito, anche con gli anziani di Arborea che di quel periodo sono stati testimoni e l’hanno vissuto.
Io stesso, sino agli anni sessanta pensavo favorevolmente al ritorno del passato, ma quando ho constatato ciò che è avvenuto durante il ventennio, mi sono dovuto ricredere. .
Oggi siamo nel 2010 e tutti conoscono la storia, non ha più lati oscuri o segreti da scoprire. Ad essere benevolo, voglio pensare e credere che molti confondano la memoria con la storia di ciò che è stato e che è avvenuto, convinti di poter tornare a rivivere le loro nostalgie anche, semplicemente, cambiando il luogo di nascita sui documenti.
Quando si assiste ad immagini dove vengono mostrati certi comportamenti, vedi la stretta di mano (durante l’ultima mostra svoltasi presso la Villa del Presidente) al “famoso busto” (portato in giro per Arborea su un carretto tirato da un’asino e deriso da tutta la popolazione, anno 1945), faccio fatica capire se hanno inteso e appreso l’insegnamento politico e democratico.
Queste sono le mie perplessità , e se ad Arborea non c’è il CORAGGIO di rifiutare con convinzione l’evidente confusione di idee, che anche il caso Pinos ha messo in evidenza, occorrerà tanto tempo, prima che possano determinarsi fatti positivi nella crescita arboreina.
Se questa crescita di capire ciò che è stato non ci sarà , credo che non ci saranno vie d’uscita a questo stato di cose, se non credere nei giovani, e che siano migliori dei loro padri.
Questo è il mio pensiero e credo di non sbagliarmi.
Ciao a tutti, Caio