La mia candidatura alle Provinciali

Ho accettato di rappresentare i Democratici alle prossime elezioni Provinciali del 30 e 31 maggio. Correrò per il partito nel Collegio Arborea-Terralba, circa 6000 (poco di più) i residenti, e tra essi poco più di 5000 gli aventi diritto al voto. Si tratta per me di una esperienza nuova. Arriverà in questi giorni in tutte le case e le famiglie interessate dal Collegio una mia lettera di presentazione, che ho pensato di presentare in due versioni leggermente differenti: una per i destinatari di Arborea, l’altra per quelli di Terralba. Non è dunque in questa sede e in questa occasione che mi preme ripetere ciò che troverete nella lettera, insieme al fac-simile della scheda elettorale e a una presentazione sommaria del candidato alla Presidenza della Provincia per la coalizione di centro-sinistra, Mario Tendas.
Questo blog, nella concezione dei pochi che concorrono ad aggiornarlo e a scriverci, è un pensatoio.
Si muove con ritrosia nei formalismi, a dire il vero non riesce ancora del tutto ad essere ciò che immaginava all’inizio: uno spazio aperto ad iscritti e simpatizzanti, ad avversari politici, denigratori anonimi, pensionati attivi e curiosi, studenti vivaci e propositivi, e chi più ne ha..
Non si riesce neppure a tenere i motori caldi, il che si avrebbe se si scrivesse con maggiore frequenza.
Mi imbatto semmai, da più di un mese, nella difficoltà di dedicarmi a questa rubrica, avendone concepito la nascita come si trattasse di un diario, e in quanto tale puntellato ogni giorno. A motori accesi, insomma.
Le ragioni del poco tempo sono facilmente intuibili: per la prima volta, tocco con mano una vera campagna elettorale. Fare “campagna” per se stessi è un altro mondo rispetto al farla per sostenere terzi. A voler usare una metafora, è la stessa differenza che passa tra l’entrata in acqua dalla spiaggia e un tuffo dagli scogli. Entrare dal bagnasciuga concede ogni elemento per decidere, fino all’ultimo, di rinunciare e tirarti fuori dall’acqua: ad ogni passo raccogli un’informazione che puoi elaborare, dalla temperatura dell’acqua, alla limpidezza, al tipo di fondale. Puoi valutare, fino all’ultimo, se abbandonarti all’immersione totale o chiudere la faccenda con una fugace rinfrescata di piedi. La campagna per se stessi è invece come il tuffo dagli scogli: quando hai accettato di buttarti e ti sei dato lo slancio non esiste in natura forza contraria per evitare le conseguenze della scelta. Ecco, a chi oggi mi dice “hai voluto la bicicletta, pedala”, rispondo di sentirmi in maggiore sintonia con la sorte dei tuffatori. Si tratta quindi di pentimento? Ritornando con i piedi ben piantati allo scoglio deciderei dunque di non tuffarmi? Non è così, le metafore non si può mica lasciarle a metà. Mettiamola così, per stare al gioco: sono in apnea e sto risalendo a galla; nel frattempo, ho superato il brivido freddo dell’impatto con l’acqua, paragonabile alle riunioni di circolo che hanno accompagnato la mia candidatura (non me ne vogliano gli amici iscritti, si fa davvero per alleggerire e sdrammatizzare..sono anzi lusingato dall’aiuto dei compagni di Arborea). Sono adesso totalmente a mollo, e c’è da sbracciare sodo per completare il tuffo nel migliore dei modi. Candidarsi in un partito robusto e in crescita, che rappresenta migliaia di donne e uomini in questa Provincia, e molti di più intende rappresentare in futuro, non è un gioco. E’ un impegno rigoroso e intenso, per chi ha una concezione seria degli incarichi elettivi, ed è una scoperta quotidiana di atti da compiere, relazioni da curare, giudizi taglienti e battute di dubbio gusto, talvolta dolorose e inaspettate. E’ anche, tra l’altro, iniezione di fiducia, pacche sulle spalle, sostegno disinteressato, amicizie ritrovate, entusiasmo diffuso. Ai compagni democratici che, insieme a me, si affacciano per la prima volta alla ribalta di una competizione elettorale, dico di combattere i luoghi comuni: la nostra inesperienza, la tendenza ad appiattire i politici come fossero “tutti uguali” (si dice così, per caso, degli ingegneri o dei carrozzieri o dei presentatori di quiz?); dico di proporci per ciò che siamo, di non svilire la nostra credibilità per strappare un voto a chi pretende di essere implorato. La qualità del tuffo sarà importante. Ma il nostro valore umano si misurerà da quanti amici saranno lì, alla fine, a tenderci una mano. E sono certo ne avremo tanti, al punto di poter dire, a chi dalla spiaggia deriderà la bontà del tuffo: “E tu, ti sei mai chiesto quanti amici hai?”

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