Il Popolo Viola, un popolo di disturbatori…oppure no?

27 febbraio 2010, in Piazza del Popolo, a Roma, si riunisce il “Popolo Viola”.
Si tratta di un movimento che ha l’obiettivo di protestare contro l’illegalità, la corruzione, i “legittimi impedimenti”.
Tutti temi abilmente nascosti e mistificati dalle fonti “ufficiali” di informazione (tanto per non fare nomi RAI1, RAI2 e ovviamente le reti Mediaset).
poplo-violaAlla manifestazione di protesta partecipano circa 50.000 persone di ogni età, condizione sociale e idee politiche ma tutti con la voglia di dire BASTA.
In 50.000 dicono basta alle leggi fatte per uno solo, basta ad una classe politica corrotta, basta ad un governo che si preoccupa solo di mantenere i privilegi di una elite ristretta, basta alle continue azioni volte a demolire la costituzione.

Dalle 14.30 del pomeriggio sino a sera si alternano sul palco personalità del calibro di Roberto Saviano e Giorgio Bocca (pre-registrati), Asor Rosa, Flores d’Arcais, Guido Scorza, Norma Rangeri, Gianni Minà, Gioacchino Genchi, Marco Travaglio.
Ognuno di loro sviluppa i temi della manifestazione in base alle proprie esperienze e competenze, ma sempre con un linguaggio semplice e comprensibile a chiunque, prendendosi la responsabilità delle proprie affermazioni, senza possibili equivoci.
Nei video pubblicati su youtube (che documentano l’evento), si vede chiaramente l’entusiasmo dei partecipanti, la voglia di condividere insieme uno stato di insoddisfazione e rabbia, la voglia di essere sempre più numerosi ad alzare la testa e dire ciò che si pensa.

Allo stesso tempo è evidente la consapevolezza che le idee non possono “circolare” solo nella rete ma devono essere portate nelle piazze, devono coinvolgere anche coloro che conoscono solo la favola dell’Italia che ha superato la crisi, dell’occupazione che è in crescita, della legge uguale per tutti, dei concorsi dove vengono premiati i più meritevoli, dei diritti delle categorie più deboli….e tanto tanto altro.
Quindi spazio alla discussione, al confronto (anche duro), a costo di “disturbare” quelli che hanno tutto l’interesse a mantenere il popolo nell’ignoranza, nell’oblio, in una condizione dove la democrazia è stabilita da chi governa e ogni “decisione dall’alto” va subita passivamente.

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