Ed ora aspettiamo il Disegno di Legge "dubitativo"!
In attesa di capire meglio che ruolo giochi, ciascuno di noi, in questa sorta di fiaba, questo mondo incantato che è l’Italia da vent’anni a questa parte, mi fermo un attimo. Quanta fatica a rimanere seri di fronte a tanta audacia. Permettetemi di allentare il nodo alla cravatta e sdrammatizzare un poco. Lo faccio per me, spudoratamente per me stesso. Copio e incollo quanto ho postato nel blog di Gianni Sanna, a commento del suo sbalordito articolo in merito al Decreto Legge “interpretativo”, su cui per ora non ho forze a sufficienza per discuterne con serietà.
“Caro Gianni, proviamo a interpretare l’interpretativo. Questo Decreto Legge in stile barocco è un’esaltante novità. Esaurita ormai la spinta delle vetuste leggi “ad personam”, che non attiravano più gli investitori pubblicitari perchè superate e non gradite al popolo dei teen-agers di “italia uno!”, l’ufficio marketing Pdl ha ravvivato (a fuoco lentissimo) il sottosegretario Letta, pure spettinandolo a causa del trambusto per il poco tempo a disposizione. Letta si è subito riassettato, indossando il sorriso che è solito indossare in occasione dei Decreti Legge, e ha estrapolato da una cartella la sua ultima creazione: il DL interpretativo! I Ministri hanno così lasciato l’ufficio marketing e si sono incamminati verso la sede del Consiglio dei Ministri per formalizzare il DL, ridacchiando lungo strada e fischiettando maliziosamente alle spalle di una stagista di Palazzo Chigi. Qui Berlusconi ha preso visione del documento e si è complimentato con l’amico Letta per il termine “interpretativo”, ben sapendo si tratti di un vocabolo che tende a commuovere il Presidente della Repubblica. Ha quindi imposto al corriere, un emozionato Sandro Bondi, di recapitare la missiva al Quirinale alle ore 15.20 in punto: dopo la pennichella ma prima del caffè del Presidente, in modo tale da provocare all’inquilino del Colle una punta di emicrania e indurlo a firmare a prescindere. Così avvenne! In serata, nel clima mondano e festaiolo di Palazzo Grazioli, il Sottosegretario Letta ha ricevuto gli omaggi dei vertici aziendali Pdl (presenti anche i responsabili per il Personale e il food & beverage, ancora non oberati di lavoro vista la bassa stagione) e alzando il calice colmo di amaretto Disaronno, pare abbia annunciato la prossima uscita di un Kolossal che conquisterà il Mercato: il Disegno di Legge “dubitativo”.
Si fa per sdrammatizzare. Poveri noi…”
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Per curiosità sono andato sul sito web del popolo della libertà per vedere come viene “giustificato” questo decreto legge.
Riporto integralmente, ognuno tragga poi le sue conclusioni:
IL DECRETO CHE SALVA IL VOTO
06 marzo 2010 ore 12:51
Il decreto varato dal governo è un decreto interpretativo, che non prevede nessuna modifica della legge elettorale, delle procedure elettorali, che non riapre i termini per presentare le liste. scaduti lo scorso 28 febbraio.
Poichè interpretazioni difformi hanno creato situazioni contestate il governo ha dato una interpretazione autentica delle nrome vigenti, senza modificarle, per consentire ai giudici del TAR di applicare la legge in modo corretto.
E’ uno strumento a disposizione della magistratura amministrativa. Saranno i TAR e non il governo a decidere se le liste escluse potranno rientare. Il governo si limita a dire quale è l’interpretatzione da dare alle norme vigenti, dato che sono state applicate in modo non corretto.
Ad esempio, nella circolare del ministero esplicativa del ministero dell’interno si dice con chiarezza che il cancelleire non può rifiuttarsi di ricevere le liste nemmeno se le giudica irregolari o se sono presentate fuori termine. A Roma questo non è accaduto.
Far decidere i TAR meglio e bene, sulla base della interpretazione corretta della legge. Per questo è un decreto salva diritto di voto, non salva liste.