Archive for settembre, 2010

Lo strano caso sollevato dal “Corriere di Como”

Lo strano caso di Antonio Pinos, il cittadino comasco di origini sarde che da 20 anni convive con uno “sdoppiamento” di identità anagrafica, è adesso all’attenzione del ministero dell’Interno.
È quanto dichiara l’assessore con delega ai Servizi demografici, Enrico Cenetiempo, intervenuto dopo aver letto ieri quanto pubblicato dal Corriere di Como. «Formalmente, i nostri uffici hanno agito correttamente perché ciò che fa fede è il certificato di nascita che in questo caso riporta quale luogo di nascita Mussolinia di Sardegna – spiega – Per questo abbiamo scritto al ministero, perché ci dia le indicazioni corrette per risolvere il problema».
Antonio Pinos sulla propria carta d’identità risulta nato nel 1934 a Mussolinia di Sardegna, mentre sugli altri documenti è nato ad Arborea, il Comune che ne ha preso il posto nel 1944. Un problema formale che però, secondo Cenetiempo, è stato causato dal Comune sardo, che sugli atti di nascita degli abitanti nati prima del 1944 avrebbe dovuto scrivere:

“Mussolinia di Sardegna, ora Arborea”, come è stato fatto per i numerosi cittadini nati a Rebbio o ad Albate quando ancora erano paesi autonomi. «In alternativa – continua l’assessore – abbiamo bisogno di vedere il regio decreto con cui è stata istituita Arborea per capire se è possibile interpretarlo in maniera retroattiva». In attesa di conoscere la risposta ministeriale, secondo l’assessore l’uomo può stare tranquillo, perché «con il documento che possiede, in cui si attesta che i due Pinos sono la stessa persona, almeno sul territorio nazionale può fare tutto: basta che vada da un notaio – conclude – Capisco però come la sua situazione sia spiacevole e speriamo che il ministero risponda al più presto».
“L’amico “Tony”, perché così lo chiamavamo ad Arborea abitava alla 16. La sua casa era quella costruzione che si trovava quasi all’incrocio della 16 con la strada principale per Arborea.
Tony mi scuserà se pongo all’attenzione il suo caso, perché le sue traversie devono essere note per dimostrare la scelleratezza di certi interventi al di fuori di ogni ragione etica e politica. Non e più possibile che ciò accada nel 2010, non si possono più permettere simili affronti alla democrazia della Repubblica, fondata sul lavoro e sullo ANTIFASCISMO.
Poiché, in tempi non sospetti, quando avevo avuto sentore del cambio sulla carta d’identita del Comune di nascita,  mi ero già espresso con commenti non lusinghieri su ciò che stava succedendo negli Uffici Amministrativi del Comune di Arborea, ecco che ora si muovono da Como per risolvere il misfatto, perchè di misfatto  si tratta.
Ma ad Arborea cosa succede? tutto dorme?   Questo è il mio  interrogativo, perché io, comunque, mi ribellerò a questa insulsa disposizione.
Pertanto propongo agli illustri lettori di questo blog una democratica discussione e se a loro sta bene ciò che è successo all’amico Tony e che può accadere a molti altri.

Riunione circolo pd di Arborea

Mercoledì 29 settembre, ore 21.00, presso i locali dei Salesiani, il circolo pd di Arborea si riunisce per discutere il seguente ordine del giorno:
- definizione tesseramenti
- discussione riguardo a eventuali incarichi da individuare all’interno del circolo
- varie ed eventuali

Sono invitati a partecipare i tesserati e i simpatizzanti.

Riparte il blog, scusate l’interruzione

Non so come, ma frugando nella “rete” ho pescato un bell’articolo (del 2008 quindi non recentissimo ma molto attuale) che tratta con chiarezza il significato del termine Giustizialismo, di cui si fa uso e abuso fin dalla stagione di “mani pulite” e che oggi è un curioso sparti acque tra buoni e cattivi.
Ve lo proponiamo senza commentarlo. E’ il nostro modo di riprendere il filo, dopo un mese di oscuramento del blog per problemi tecnici.
Ci scusiamo per l’assenza. Ora si riparte.

“Giustizialista” è un insulto o un complimento?
di redazionale – 22/07/2008

Fonte: generazioneeuropats.splinder.com

Nel durissimo scontro polemico successivo alla manifestazione dell´8 luglio in piazza Navona, gli uomini di Silvio Berlusconi hanno utilizzato, per l´ennesima volta, la parola ‘giustizialista’ come una specie d´insulto nei confronti di Antonio Di Pietro e dell´IdV, nonché più generalmente verso tutti i manifestanti. Questo uso, improprio ma oramai corrente, del termine risale ai tempi di Mani pulite.
Con ‘giustizialismo’ si vorrebbe indicare una posizione politica opposta al ‘garantismo’: ciò non sembrerebbe avere molto senso, visto e considerato che le garanzie degli imputati sono parte integrante del giusto processo secondo la tradizione giuridica del diritto romano, come espresso dalla locuzione latina ‘in dubbio pro reo’. Insomma non può esistere vera giustizia se non vi sono le garanzie. L´impressione è allora che Berlusconi, o uno dei suoi numerosissimi portavoce ufficiali o ufficiosi, quando accusa qualcuno di giustizialismo in realtà gli attribuisca la volontà d´operare una persecuzione giudiziaria del nemico politico, mentre con la parola garantismo esprima nient´altro che una pretesa d´impunità. La parola ‘giustizialismo’ si trova così ad essere derubricata, proprio come è successo a ‘fascismo’: non indica più un ideologia politica, ma è semplicemente un insulto. Ad avvalorare quest´ipotesi sono anche le reazioni di Di Pietro e dei suoi, sempre tese a schernirsi, ad allontanare un´etichetta non si sa poi perché tanto infamante: da un punto di vista etimologico la parola dovrebbe connotarsi per la radice che è ‘giustizia’ e perciò non si capisce per quale motivo ne prendano le distanze.
Un errore molto frequente degli avversari politici di Berlusconi è accettare il suo linguaggio, seguirlo sul suo terreno, lasciarsene imporre l´agenda: finiscono così per favorirlo, contribuendo alla personalizzazione della politica.
Non si dovrebbe permettere a chicchessia di usare le parole a caso, senza alcun riferimento al loro reale significato. Ma forse Berlusconi pensava in cuor suo d´essere un nuovo D´Annunzio, d´aver inventato un neologismo e gli antiberlusconiani gli hanno creduto…o forse semplicemente nessuno si è ricordato che giustizialista è una parola con un significato politico preciso e che è già esistito un partito politico con questo nome: il Partido Justicialista fondato nel 1947 da Juan Domingo Peron.
Il significato che il peronismo dava alla parola era riferito specificatamente alla giustizia sociale: “siamo la rappresentazione sociale degli umili, di coloro che soffrono e degli svantaggiati”.
Le etichette da sole, poi, non bastano: il PJ ha portato al governo anche il terribile neoliberista palindromo Carlos Menem, principale artefice della stagione socialmente più ingiusta della storia d´Argentina. Oggi esistono tre partiti argentini che si definiscono giustizialisti, compreso quel Frente para la Victoria della ‘presidenta’ Cristina Fernandez Kirchner, erede del peronismo più genuinamente popolare e sociale, che sta faticosamente tirando fuori il Paese dalle sabbie mobili in cui l´aveva lasciato la dissennata politica di Menem.
Concludendo: il giustizialismo, nel vero, originario, significato della parola, purtroppo qui da noi non esiste. Magari esistesse… per ora è soltanto un sogno, che ci fa tornare alla mente uno slogan degli anni settanta: “l´Europa come l´America Latina”.