Archive for luglio, 2010

Povera Patria, schiacciata dagli abusi del potere

Durante la seduta del Consiglio Regionale del 10 giugno 2010, poco più di un mese fà, Renato Soru ha portato all’attenzione dell’aula e del Presidente Cappellacci la seria e grave questione legata all’affarismo sulle energie rinnovabili e in particolare su imprese e società di dubbia provenienza e soprattutto di dubbia liceità. Si parlava, nell’occasione, di appalti concernenti l’eolico in Sardegna, in un periodo (appunto i primi giorni di giugno) nel quale ancora non era esplosa in maniera lampante la questione che oggi tiene banco e di fatto mortifica del tutto la credibilità degli attuali governanti della Destra sarda.
Vi invito ad ascoltare integralmente l’intervento di Soru, collegandovi con il sito di “Sardegna Democratica”, radioso esempio di attivismo e di energie fresche nel panorama di internet.
Con la passione che gli è caratteristica, Soru rilanciava l’allarme per infiltrazioni mafiose in Sardegna, allarme sottolineato non già da faziosi esponenti dell’opposizione bensì dal Presidente della Commissione antimafia Beppe Pisanu.
La nuda cronaca di questi ultimi giorni evidenzia una situazione di cui non sentite e non sentirete parlare a Videolina: il nostro Presidente Ugo Cappellacci non solo si lasciò defraudare del G8 a La Maddalena, non solo si fece scippare oltre 480 milioni di euro destinati dalla precedente Giunta alla realizzazione della strada Olbia-Sassari, non solo sparirono nel nulla i fondi Fas a noi in parte destinati in quanto zona con ritardo di sviluppo. Non soltanto questa inconsistente Giunta regionale ha visto bloccarsi (a tempo indeterminato?) centinaia di milioni dovuti e ottenuti dal centro Sinistra per entrate fiscali non corrisposte. Fosse “solo” questo, si dovrebbe pretendere le dimissioni del Presidente per debolezza o incapacità manifesta.
In realtà, i fatti ci dicono che questo signore, Ugo Cappellacci, tramava con loschi individui svendendo il sole e il vento dell’isola, affiancando o avvantaggiando interessi di individui spregiudicati, collusi con la massoneria, che risalendo il filo fino al bandolo riconducono a “Cesare”, ovvero Silvio Berlusconi. I fatti dicono, e Videolina non dedicherà un mezzo servizio alla questione, che il Presidente Cappellacci risulta indagato per corruzione e abuso di ufficio, dicono che le barzellette di Berlusconi raccontate sulla scalinata di Bonaria, con la pacchiana volgarità del venditore di pentole che gli è propria, preparavano il campo all’elezione in Regione di un uomo debole e disponibile, che anzichè presenziare insieme agli altri Presidenti di Regione per rivendicare risorse e opporsi ai tagli letali della manovra di Tremonti, sta in tana e ben riparato da mezzi di informazione collusi e partigiani.
Ecco le cose che – a mio parere – dovrebbe dire il mio Segretario regionale, Silvio Lai, invece di offrire solidarietà alle emittenti sarde per la “svantaggiosa posizione del canale sul telecomando del digitale terrestre”.

Alla Destra si scusa tutto

Sono d’accordo con l’onorevole Caterina Pes (pd), la quale invita fermamente il Presidente Cappellacci a chiedere le dimissioni di Ignazio Farris, Direttore ARPAS, nominato su pressione del faccendiere Carboni, a sua volta sollecitato dal coordinatore nazionale pdl Denis Verdini. E’ davvero il minimo che si possa pretendere, e sottolineo il termine: “pretendere”.
Tuttavia, le nostre battaglie continuano a essere di retrovia.
E’ come se la Destra, in particolare quella berlusconiana – ben più tangente al fascismo che non quella finiana – si avvalesse di un assurdo privilegio: sembrano voler dire che poichè è risaputo che l’entourage di Berlusconi è caratterizzato da faccendieri di ogni sorta, allora è sciocco scandalizzarsi di collusioni mafiose, giri vorticosi di prostituzione finalizzati alla carriera facile, processi in corso, loggie massoniche vecchie e nuove, e chi più ne ha..
Insomma, se il portavoce di Prodi (non la mente occulta, il portavoce), tale Sircana, avvicina un trans a bordo strada – e chissà poi se ci ha concluso qualcosa – allora la Sinistra è rovinata: si spande come olio l’idea di un coacervo di pervertiti, il povero Sircana non esce più di casa, si scusa in continuazione, carriera rovinata. Sua moglie costretta a pubblicare su un quotidiano una lettera nella quale comprende e giustifica, promette che starà al fianco del marito, e cose di questo genere, piuttosto umilianti.
Se il Presidente del Consiglio offre ospitalità nei voli di Stato e nella residenza di Stato, Palazzo Grazioli, a sirenette, odalische, danzatrici del ventre, tralasciando qualunque filtro per quanto riguarda i controlli in ingresso e in uscita, mettendo dunque a repentaglio la sicurezza nazionale (non esagero!) rendendosi ricattabile, allora tutto ciò è un inno alla gioia.
Il senatore Dell’Utri, egli sì consigliere e mente occulta dell’imperialismo di Arcore, è stato di recente condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, essendone stata provata la connivenza con Bontade e altri signori di tal fatta. Il tg1 del Presidente del Consiglio afferma però che è stato assolto dalle accuse di mafia per gli anni successivi al ’92, il chè ha fatto apparire il senatore come il vincitore della causa. Strano teorema: se mi condannano per un omicidio, posso risultare un angioletto se mi assolvono da un secondo omicidio. Ora, insieme a una allegra brigata di berluscones di primo pelo, Dell’Utri è indagato per associazione a delinquere e violazione della Legge Anselmi (quella che riguarda i reati di massoneria). Il pluricondannato Mangano, uomo d’onore di Cosa Nostra, ora deceduto (pace all’anima sua e alle nostre) era lo stalliere del Silvio, e telefonate intercettate tra Berlusconi e Confalonieri dimostrano che tutti ne erano bene a conoscenza. E poi ancora Verdini, Cosentino, Cappellacci, Carboni, e prima ancora Previti, Scajola, Balducci, Bertolaso, Matteoli, uno sciame di uomini organici al Governo, direttamente collegati all’Uomo al comando, tutti indagati per qualcosa di grave, molti di questi colti nel fatto, altri invece sordi e negazionisti fino al paradosso, fino alla mancanza totale di decoro. E’ in atto una sequela impressionante di casi di criminalità organizzata, sistemica, ad altissimi livelli, tutti facilmente collegabili a chi detiene oggi il potere in Italia: governanti (chi sta al Governo), imprenditori, Cardinali, massoni, stragisti. Ma gli elettori del Popolo delle Libertà non sembrano scossi, ne parlano distrattamente tra una gazzosina e una partita dei mondiali, infastiditi più dall’afa che dallo scandalo della bonifica mancata a La Maddalena (non ne sanno niente), più dalle zanzare che dal comitato d’affari che vede inquisito il nostro Presidente della Regione per associazione a delinquere e abuso d’ufficio.
In un Paese sotto potente anestetico, ci si può allora concedere qualche extra lusso da alta aristocrazia. L’altra sera gran galà a casa Vespa, per una cena in linea con quelle della contessa Serbelloni di fantozziana memoria;
Così ha parodiato, nel suo editoriale di domenica scorsa, Eugenio Scalfari:

“Non si hanno altre notizie su quella cena, soprattutto sul ruolo di Draghi, Geronzi e Bertone nella conversazione. Si strologa. Che altro si può fare? Geronzi si è complimentato con Draghi per il suo lavoro allo Stability Financial Forum. Draghi con Bertone per l’efficienza del volontariato cattolico. Bertone con Marina per le opere di assistenza da lei finanziate.

Casini ha chiesto notizie a Marina sulla causa in corso con De Benedetti per il risarcimento del danno subito dalla Cir per il lodo Mondadori. Berlusconi ha pestato un piede alla figlia e le ha fatto gli occhiacci affinché lasciasse cadere la domanda. Marina non ha capito e ha fatto cadere in terra il tovagliolo. Bertone s’è inchinato per raccoglierlo ma ha dato una testata al bordo del tavolo.

Letta ha pregato la padrona di casa di portare ghiaccio e bende di lino per la fronte del porporato. Vespa ha versato champagne nei calici, il premier ha gridato Viva Vespa, ricordando il Viva Verdi che infiammava le riunioni dei cospiratori giacobini del Risorgimento. Vespa ha obiettato che i presenti non erano né cospiratori né tanto meno giacobini.

Alla fine sono tutti usciti da un portoncino laterale su piazza Mignanelli.
Notte afosa. Nuvole di zanzare intorno alla fontana della Barcaccia. La macchina nera targata Vaticano ha sgommato verso il Babuino. Un ragazzotto in maglietta ha detto ad un altro che era con lui: “Aò, là drento c’era ‘n cardinale. Chissà ‘n do va a quest’ora”. “Ma che te frega a te” ha risposto l’altro. “Annerà a pregà per i peccati der prossimo e pe li sua”.”

Magic Italy!

Il Ministro Brambilla è una donna spassosissima e molto trendy!
Il 23 giugno scorso ha presentato nella sala stampa di Palazzo Chigi, il “Comitato per la creazione di un’Italia animal friendly”, istituito presso il Ministero con l’obiettivo di migliorare l’immagine internazionale del paese su questo fronte e conseguentemente migliorarne l’appeal turistico.
Non appena ho ascoltato questa roboante notizia sul tg2, per voce di una entusiasta giornalista, ho deciso di rinunciare alla pennichella quotidiana per dedicare una impegnativa riflessione sull’argomento. Ho cominciato, così, a dare un senso a quel virgolettato “Comitato per la creazione di un’Italia animal friendly”.
Ho pensato, innanzitutto, che la creazione di un comitato è pur sempre opera meritoria in un Paese avulso da iniziative aggreganti; poi, però, ho pensato che la creazione di un “comitato per la creazione” di qualcosa è a dir poco machiavellico! Ma una logica ci sarà, eccome: si parla di un Ministro, mica di oche giulive!
Allora ho trovato il senso, ragionando per analogie.
Proviamo a immaginare che il Ministro Brambilla decida di istituire un “comitato per Ministri con i capelli rossi”.
Poichè Ella, Michela Vittoria, non è una rossa naturale, a termini di regolamento non potrebbe fare parte del comitato, quindi per essere inclusa senza possibili reclami, istituirebbe un “comitato per la creazione di Ministri con i capelli rossi”, annettendo al suggestivo club tanto i rossi naturali quanto quelli artificiali, creati post nascita.
Nel caso in oggetto, il “comitato per la creazione di un’Italia animal friendly” mira a rovesciare l’attuale odio che gli italiani provano per gli animali, e creare pian piano un’Italia amica degli animali (friendly).
Sarà un lavoro estenuante, ma quanto meno ora un comitato esiste!
Sulla scia di questa genialata, il Ministro Brambilla si è concessa un pediluvio rilassante e subito dopo è ripartita lancia in resta verso una nuova fantastica iniziativa a vantaggio e sostegno del Turismo tricolore e ha creato (senza comitati appositi) una campagna promozionale denominata “Magic Italy”, nella quale va in onda un video accompagnato dalla voce suadente di Silvio Berlusconi (non era mai successo che un Presidente del Consiglio mettesse la propria voce per uno spot del Consiglio dei Ministri, mai successo!), il quale Berlusconi informa il mondo intero che l’Italia “è un meraviglioso Paese, pieno di bellezze naturali, cultura, arte…”.
Parola d’onore: lo stesso Berlusconi che si è fatto costruire in Costa smeralda un vulcano finto che erutta giochi pirotecnici.
Non ci rimane che creare un “comitato per la creazione di un’Italia normale (normal Italy)…

Va detto, va scritto

In concomitanza con l’apertura della campagna tesseramenti del pd in tutti i circoli della Provincia, e alle prese con il solito e temo cronico problema della mancanza di una sala nella quale riunire i democratici senza bisogno di dover chiedere ospitalità a qualcuno, alcune cose vanno dette e scritte.
L’Assemblea Provinciale, non più tardi di qualche settimana fa, ha sottolineato (per voce dello stesso Mario Tendas, candidato alla carica di Presidente di Provincia) un serio problema, che è tipico di quei partiti che dicendosi democratici, confondono talvolta il termine democrazia con il libero arbitrio. Il problema è quello di chi, iscritto al nostro partito, ha scelto di fare campagna elettorale per candidati di Destra.
Va detto e va scritto che anche ad Arborea si è verificato questo increscioso comportamento.
Più d’uno, tra i nostri tesserati, ha girato in lungo e in largo con in tasca i “santini” di candidati berlusconiani.
Ho segnalato questo stato di cose. Ne è scaturito un malcontento che non pare tuttavia avere lasciato alcuna scia.
Questa denuncia non è frutto di valutazioni di parte, non si fonda sul principio di volere tutelare la mia persona: chi vuole credere a una banalità di queste proporzioni è libero di farlo. Non solo: poichè questo blog – come si sa -è lo spazio del partito, chiunque può replicare a sostegno di tesi contrarie.
Qui è in discussione il futuro stesso del circolo, su cui deve fondarsi il rinnovo dei tesseramenti. E’ in discussione la nostra capacità (sarebbe meglio parlare di “volontà“) di intendere il cosiddetto radicamento del partito come terreno di condivisione di valori e di intenzioni. Avvertire il senso di appartenenza a una causa.
Il partito democratico, quello di Arborea in modo evidente, è aperto al dissenso e alle voci fuori dal coro, è disponibile a ravvedersi, a correggere metodi e abitudini. Da segretario, per quel che conta, non sono e non sarò disponibile però ad accettare atti e comportamenti che, al di fuori delle schiette discussioni in riunione, tendano a delegittimare le decisioni prese. Chi intendeva dissentire e contrastare la mia candidatura ha avuto gli strumenti per manifestarlo; non avendo ottenuto gratificazione, ha poi continuato una lotta senza senso al fianco di Berlusconi, avendo in tasca la tessera del pd. Una condotta inaccettabile, che non può passare sotto silenzio. Senza pretesa di allineamenti forzati e di entusiastiche spinte elettorali a mio sostegno, si poteva liberamente e correttamente optare per una astensione dalla competizione, incrociando le braccia, e infischiarsene di tutto.
Per quanto mi riguarda, sarebbe opportuno che costoro si prendessero un anno “sabbatico” e non rinnovassero l’iscrizione al partito, in attesa di capire meglio da che parte stare. Tutto questo sarà oggetto di approfondimento alla prossima riunione del circolo, entro il mese di luglio.
Va detto e va scritto.