Archive for luglio, 2010

Il blog cresce

Da oggi è “on line” una nuova veste grafica del nostro blog.
Incoraggiati dal buon riscontro e dalla costante crescita di contatti, abbiamo lavorato con piacere al miglioramento estetico e soprattutto a una più scorrevole consultazione del sito. Troverete maggiori spazi di approfondimento, rubriche e argomenti in evidenza, sondaggi con i quali potere esprimere con rapidità e semplicità la vostra opinione su temi di attualità, anche pertinenti con il nostro territorio. Non solo sui sondaggi, ma su ogni articolo in pubblicazione potrete intervenire commentando o pubblicando un vostro nuovo articolo riguardante aspetti e problemi che ritenete interessanti, urgenti, importanti.
Il Pd di Arborea, anche con questo strumento, intende radicare tra i cittadini l’abitudine alla libertà di espressione e di critica, consapevoli che da qui parte il senso di appartenenza a una comunità.
Vi ricordiamo, a proposito, che sono aperti i nuovi tesseramenti al partito: con una sottoscrizione di 15 € avrete la tessera e con essa diritti e prerogative di incidere con il voto nelle assemblee e partecipare attivamente alla vita pubblica di Arborea.
Questo blog pubblicherà le convocazioni del circolo, con orari, sede e ordine del giorno. E’ sempre gradita la partecipazione dei nostri compaesani!
Per ulteriori informazioni, scrivete all’indirizzo e-mail: info@pdarborea.it.

Di ventennio in ventennio

Non riesco ad adeguarmi al quotidiano sconcio di uno sconcio Quotidiano: L’Unione Sarda.
Stamattina cerco di informarmi (termine per cui al più presto Berlusconi ravviserà estremi di reato) in merito alla discussione in corso in Consiglio Regionale sulla mozione di sfiducia al Presidente della Regione Cappellacci. L’intera opposizione ha sottoscritto il documento con cui si ritiene conclusa questa vergognosa legislatura, a seguito di pesanti capi d’accusa che pendono sulla figura del figlio del commercialista di Berlusconi, casualmente anche Presidente di Giunta in Sardegna.
Un fatto politico di importanza estrema. Consulto il sito L’Unione Sarda.it e non trovo una virgola sull’argomento. La home page (pagina principale del sito) mostra un Verdini che dà una “stoccata a Fini” – strana versione, quasi a farci apparire come abile giocatore di biliardo un uomo che, di fatto, è in caduta verticale a causa di imputazioni che toccano mezzo codice penale – e ci dice (sempre la prima pagina del sito di Zoncheddu) che arriva una “stangata” sui parlamentari con la manovra Tremonti, circa 1000 € di taglio alle buste degli Onorevoli. Nulla di nulla sull’avvenimento più importante e delicato della politica regionale da quasi due anni a questa parte. Nel giorno in cui pendono le sorti dei nostri eletti, L’Unione si trastulla con notizie da Bandiera Gialla di Rimini, gossip, stupidaggini di ogni sorta.
Diventerò anziano e mi chiederanno, i nipotini, quale Italia ha attraversato la mia età migliore. Risponderò di aver vissuto un ventennio (spero non di più) paragonabile, per pochezza, per inciviltà, per insulsaggine, a un ventennio di tanti anni fà.
Gli stessi che oggi ammiccano (e votano) al Capo, si adattano alla mortificante assuefazione ai pagliacci televisivi, saranno i primi a denigrarlo e a rigirare la frittata. Gli gireranno la faccia con l’indifferenza glaciale che Lui stesso gli ha insegnato: spegnendolo, come si fa con il telecomando, non lasciando alle spalle niente di davvero emotivo. Non ci sarà riconoscenza, dispiacere, affetto, odio, rimpianto; solo l’annoiata attesa di un nuovo istrione che li recluti, senza chiedere nulla di impegnativo e nulla di personale, solo partecipazione, fede, acclamazione e applausi. Una festa!

Riunione circolo pd Arborea

Si terrà venerdì 30 luglio la riunione di circolo del pd Arborea. In attesa di sede, chiederemo la disponibilità di una sala nei locali dei salesiani. Ore 21.30. L’invito è agli iscritti ed è esteso a chiunque abbia curiosità o piacere di partecipare.
All’ordine del giorno, una riflessione sulle passate elezioni provinciali; il rinnovo del tesseramento; il rinnovo degli incarichi in seno al circolo; varie ed eventuali.
Seguirà convocazione scritta per gli attuali iscritti.

Complimenti

Fino a pochi giorni fa non sapevo dell’esistenza di questo sito ; mi compiaccio quindi con chi ha saputo e voluto crearlo e gestirlo. Se ne sentiva l’esigenza da diversi anni ma io non ci sono riuscito soprattutto per la mancanza dell’indispensabile determinazione ma, adesso che c’è, non deve mancare l’impegno comune a mantenerlo in vita anche contribuendo con le proprie libere opinioni e tutte quelle informazioni su tutto ciò che va e/o che non va come dovrebbe.
Se questo spazio sarà libero ed al servizio di tutti è oggettivamente probabile che qualcuno in futuro non esulti ma se avrà lo spazio per replicare non avrà di che lamentarsi . Non voglio nascondere che a me sarebbe piaciuto mettere allo scoperto il Bilancio del Comune e seguirlo nelle sue periodiche evoluzioni e chissà che l’immediato futuro non ci regali questa possibilità…ed è evidente come questo sia un punto di partenza irrinunciabile se davvero l’intenzione è quella di aprire una discussione concreta sulle “cose”. Dalla “destinazione” delle risorse, soprattutto quando sono poche, si trae infatti la conferma della “buona politica” oppure lo spunto per tutti i ragionamenti di segno contrario. Gli argomenti sono tantissimi e variano dall’urbanistica che fa soffrire tanti e gioire pochi e arriva fino alla cacca dei piccioni che non è stata miracolosamente inclusa nella tavolozza dei colori del piano urbanistico. Da dove cominciamo ? tanto per gradire comincerei con l’organizzazione PD in Arborea : io non ho rinnovato l’iscrizione e prima di farlo vorrei capire come “gira” vista l’applicazione democratica del periodo recente. C’è qualcuno che me la spiega o devo fare indagini ?
Un cordialissimo saluto. GG Sanna

Monsignor Mani e la baracca

Sono trascorsi diciotto anni dal giorno della strage in via D’amelio che costò la vita al giudice Borsellino e agli agenti della scorta, tra cui Emanuela Loi, nostra conterranea.
Mi preparavo a scriverne e credo che lo farò tra stasera e domani, ma oggi mi ha colpito un fatto di cronaca (o di costume, forse è meglio dire). Una storia di parrocchia, per l’esattezza la parrocchia cagliaritana di Sant’Eulalia a Cagliari, quartiere Marina.
Quando avevo meno di dieci anni, il parroco di Medaglia Miracolosa, in piazza S. Michele, era Padre Abbo. Seguivo la sua Messa ogni domenica mattina, la mia famiglia abitava a un centinaio di metri dalla parrocchia. Siccome il quartiere di S. Michele non era esattamente un “gregge” di pecorelle mansuete e allineate, bensì una realtà urbana di Cagliari tra le più complicate e povere, allora come oggi, poteva accadere che durante la celebrazione i ragazzini tendessero a distrarsi, e immancabilmente Padre Abbo sospendeva il rito e riprendeva con voce ferma i piccoli fedeli rumorosi, con una frase che mi è rimasta alla memoria: “A me gli occhi!”. I ragazzini in cappella si zittivano all’istante, i più grandi assiepati numerosi nelle panche centrali sibilavano qualche sorriso, io ancora troppo piccolo per staccarmi dall’accompagnamento dei miei genitori, sgranavo gli occhi e assimilavo, inconsapevole, la sacralità di quel luogo di marmi gelidi, odori caldi, legno cigolante.
Scene di un’Italia che non esiste più: l’irrequietezza giocosa dei giovanissimi, il rimprovero perentorio della tonaca nera, la bonaria approvazione di adulti consolati, in qualche modo, dall’istituzione ecclesiastica, supporto educativo più che Dottrina evangelica. Autorità e autorevolezza coincidenti.
Padre Abbo svolgeva un’azione pastorale encomiabile, frequentando ogni casa, ospite gradito di tutto il quartiere. Conosceva la storia di tutti: povertà, stenti, delinquenza, droga, miseria. Sulle scalette dell’ingresso dell’asilo alcuni brutti ceffi oziavano durante la mattina, e la sera spacciavano e si facevano. La piazza, a notte inoltrata, diventava ricettacolo di siringhe e fazzolettini bianchi, che noi residenti fin da piccoli abbiamo imparato a non toccare e a scansare; lungo la via Bosco Cappuccio – dove abitavo al quarto piano di una palazzina senza ascensore – sfrecciavano motorini guidati da minorenni e vecchie 500 e 127 fiat con motori truccati o smarmittati, talvolta le auto di non residenti si ritrovavano i blocchetti al posto delle ruote. Era consuetudine staccare l’autoradio e portarlo a casa. Ogni notte un allarme, una sgommata, qualche vetro infranto. Non ricordo, stranamente, cani abbaiare.
Padre Abbo, già anziano, non avrebbe salvato San Michele. Attraversava strade e rioni, suonava ai citofoni e faceva tante scale. Portava conforto alle madri, infondeva vigore ai padri, lavava il capo ai ragazzi che spesso, a tredici anni, abbandonavano la scuola e fumavano sigarette. Certo non poteva salvare il quartiere, il mio parroco, ma passando lungo strada, certi pomeriggi, dava l’idea di portare una breve tregua ai disgraziati delle case popolari, una ventata di speranza che magari qualche vita l’ha pure raddrizzata, o una carezza ai tossici che male non gli avrà fatto.
Visto il tutto con gli occhi di bambino, ho idea di una vita spesa bene, con dignità e decoro, quella di Padre Abbo, cui la piazza ha dedicato il monumento centrale ai piedi della Chiesa.
Monsignor Mani ha destituito dal ruolo di parroco di Sant’Eulalia don Mario Cugusi. E’ una vicenda di questi giorni, di cui non conosco i contorni e le vere ragioni. Assumendomi la paternità di ciò che scrivo, conservo un ricordo sgradevole dell’Arcivescovo di Cagliari in occasione della visita di Benedetto XVI nel capoluogo, perchè non mancò di dare a quell’appuntamento di popolo un’aria vagamente elitaria, favorendo Berlusconi di un’aurea da padrone di casa che non gli spettava, relegando Soru (ma con lui la massima rappresentanza dell’isola) al ruolo di comprimario pure un po antipatico. A fine Messa, Ratzinger accoglie in Sagrestia a Bonaria il Presidente del Consiglio e il fido Letta; si appartano, brutta scena. Da sardo, mi sentii come quegli indigeni che accolgono i villeggianti con corone di fiori al collo e li omaggiano con danzatrici del ventre. Si preparava, di lì a pochi mesi, il più scandaloso spiegamento di forze che avrebbe investito l’isola con una propaganda elettorale d’altri tempi.
Don Cugusi ritiene ci siano ragioni poco nobili dietro la decisione del suo allontanamento dal quartiere di Marina. Ripeto, non conosco però i particolari, può darsi l’Arcivescovo abbia invece motivi validi. Rimane, questo si, l’immagine forte di una comunità di fedeli che circonda Mani sotto l’altare, dentro la Chiesa, con l’omelia in corso. Rimane questo documento filmato nel quale l’Arcivescovo si allontana a fatica dopo avere definito la Chiesa di Sant’Eulalia una “baracca” e aver suscitato tra i presenti un moto di rivalsa, quasi di insubordinazione. Monsignor Mani indietreggia, para i colpi (verbali) come può, entra nel sedile posteriore di un’automobile di lusso e si allontana come si allontanano i politici di ieri e di oggi, marcando una distanza abissale tra istituzioni e società civile.
“A me gli occhi!”, disse Padre Abbo, e i ragazzi zittirono, le mamme sorrisero.
Gli fecero una statua.