Archive for aprile, 2010

Il nostro paese

Si voterà per il rinnovo del consiglio comunale di Arborea il 30 e 31 maggio. La tornata elettorale più travagliata che si ricordi, se si includono i pasticci in serie nelle recenti votazioni regionali (liste laziali e lombarde su tutte) e se si pensa che anche le nostre amministrative hanno subìto rinvii e aggiustamenti continui, nonché lo stravolgimento dei collegi per le Provinciali. Insomma, un parto.
Ad ogni modo, Arborea lavora su tanti fronti per chiudere il cerchio, i cerchi, delle liste che si presenteranno davanti agli elettori per chiedere sostegno e fiducia, appunto nell’ultimo fine settimana di maggio. I fronti aperti sono più di due, forse più di tre, e a pochi giorni dal termine ultimo per la consegna dei nomi dei candidati, pare proprio che i cantieri aperti siano tanti e che non tutti abbiano ancora del tutto le idee chiare.
Sui dettagli e su un approfondimento della competizione elettorale ci riserviamo di scrivere quando ne sapremo di più. Mi preme, semmai, una riflessione anche breve sullo stato di salute del circolo dei democratici arborensi.
Come sapranno i lettori più assidui di questo blog, che approfitto per ringraziare, il partito democratico di Arborea ha avviato unitariamente un tentativo di alleanza tra i gruppi attualmente in minoranza in consiglio, cercando di agevolare un accordo programmatico tra “Arborea Unita” e “Uniti per Arborea”. Nonostante fossero legati da una forte similitudine nei nomi, il tentativo di unire le forze è saltato per diverse ragioni, molte delle quali sono state pure dibattute in questo spazio (potrete trovare in archivio gli articoli in proposito, in particolare “Che cos’è una trattativa?”).
La partita si è dunque allargata e le carte sono state mischiate; il circolo pd locale ha deliberato di sciogliere il vincolo tra i propri iscritti e ciascuno si è mosso in direzioni differenti, libero di contattare o essere contattato e legittimato a scegliere a sua esclusiva discrezione.
Potremo valutare solo a elezioni concluse se questa decisione lascerà inalterato lo spirito “di squadra” o se dovremo chinare la schiena per raccogliere qualche coccio. Non mi nascondo dietro l’ipocrisia secondo cui le distanze saranno senz’altro colmate, l’unità ricostituita, le diverse opinioni riportate verso obiettivi condivisi. Potrà avvenire e lavoreremo per questo, ma non escludo l’inizio di un percorso di rinnovamento, un cambiamento nei metodi, un allargamento di vedute e di prospettive. Così com’è, il circolo di cui sono segretario potrà fare poco più dello stretto indispensabile: sbrigare le formalità, aprire i seggi per le primarie, svolgere un minimo di campagna elettorale e rinnovare i tesseramenti; ad essere onesto, pare una prospettiva piuttosto magra per chi intende l’attività politica come coinvolgimento dei cittadini e passione civile. Quindi, è urgente una svolta.
Credo si debba scommettere sulle adunanze pubbliche: temi di interesse generale da dibattere a porte spalancate, certi che anche la partecipazione di chi non simpatizza per il pd possa e debba costituire occasione di arricchimento e iniezione di entusiasmo. Gli incontri (pure utili) tra iscritti e simpatizzanti dovranno rappresentare opportunità di coordinamento e organizzazione per eventi di ampio respiro, non autoreferenziali, ma non vedo come possano permetterci di avanzare e crescere se rimarranno il semplice pretesto per uscire di casa in mancanza di partite di “champions” in tv, peraltro in mancanza di sede appropriata. Il prossimo mese, in data otto maggio, il circolo dei democratici di Arborea, in collaborazione con la Segreteria Provinciale del partito, ha in programma un convegno sul tema della comunicazione e informazione; si tratta di un progetto ambizioso, che spero potrà contare sulla presenza di relatori di livello e sulla partecipazione di cittadini, in particolare cittadini di Arborea, il nostro paese, di cui raramente avvertiamo un vero senso di appartenenza. Prossimamente tutte le informazioni riguardo questo evento, sulle pagine di questo blog.

La Margherita dai mille petali

Domani pomeriggio, ovvero mercoledì, si riunirà l’Assemblea Provinciale (120 delegati) insieme ai Segretari di circolo della Provincia (22 in totale) per discutere e deliberare in merito alle due proposte a candidato Presidente per il pd; la proposta che avrà ottenuto la maggioranza assoluta dei componenti, cioè almeno 72 preferenze su 142 delegati, verrà portata al tavolo della coalizione di centro-sinistra. Con i partiti alleati si arriverà, infine, a indicare colui o colei che si candiderà alla Presidenza della Provincia in rappresentanza del centro-sinistra.
Questo è quanto.
Le due proposte in seno al partito sono quelle di Mario Tendas e Ivo Zoccheddu. Al termine della precedente Assemblea, riunitasi la scorsa settimana, non si è giunti alla deliberazione poichè è mancato il numero minimo delle preferenze (62 contro le 72 minime richieste), peraltro si è riportato un verdetto schiacciante a favore di Tendas, se non erro 62 contro una sola per Zoccheddu, più un astenuto o forse due.
Il conteggio mi porta a due considerazioni, o ipotesi.
La prima; la sessantina di delegati presenti costituiscono un campione rappresentativo dell’Assemblea, il ché individua un orientamento netto e preciso a favore della proposta Tendas.
La seconda ipotesi: esiste un equilibrio sostanziale tra le due proposte in campo, ma i sostenitori di Zoccheddu hanno volutamente fatto mancare il numero legale, per calcoli interni alla corrente.
In entrambi i casi, la proposta Zoccheddu ne esce piuttosto male, vuoi per la mancanza di “appeal” (prima ipotesi), vuoi per il boicottaggio del voto (seconda ipotesi).
A mio avviso, avere abbandonato l’Assemblea dopo tre ore di discussione allo scopo di sabotare un esito scontato – mi pare plausibile sia successo questo – ha messo in luce il vecchio, il cavilloso, il machiavellico metodo di una politica che non avrebbe più ragione di esistere. La stessa freddezza con la quale il signor Antonio Biancu ha sottolineato al microfono il mancato raggiungimento del quorum, senza aggiungere una sola nota politica a margine di una votazione che ha evidenziato la vittoria schiacciante di Tendas su Zoccheddu, ha dato alla sala di via Canepa un inconfondibile alone di fronda, che i meno scaltri ed esperti tra i delegati (io mi annovero tra questi) non meritano.
Sarebbe stato onorevole, quasi glorioso, se Ivo Zoccheddu si fosse presentato il giorno successivo agli organi di stampa, facendo un passo indietro e riconoscendo alla proposta alternativa la legittimità della vittoria.
Avrebbe dato seguito, con i fatti, all’apprezzamento e alla stima che lui stesso ha pubblicamente elargito all’Assemblea durante il discorso di presentazione; avrebbe evitato la seconda convocazione, quella di domani, che andrà a svolgersi – è inevitabile – in un clima teso e denso di veleni.
Chi si affaccia alla politica da poco tempo non ha alcuna voglia di fare parte di schiere, fazioni, correnti. Chi dedica il proprio tempo a riunioni, assemblee, dibattiti che durano quattro ore, sacrificando per questo il lavoro e il proprio tempo, non ha nessuna intenzione di costituire un numero, un’unità di misura, per calcoli di bottega. Chi ha messo un solo piede nelle varie sedi imbandierate dei partiti, si tiene ben saldo l’altro piede puntato verso direzioni sempre possibili, talvolta alternative a quella di un Partito.
Non esiterò un solo istante a disfare le valigie di segretario di circolo e impiegare il mio tempo e il mio impegno altrove, qualora mi accorgessi con certezza di partecipare ad una farsa.
Ma ci credo, nel Partito. E quindi credo esista un’altra strada, una seconda via: restare in sella, giocare pulito, rimanere al fianco dei tantissimi iscritti e simpatizzanti di buona volontà, allontanare i fantasmi di “diessini” sbiaditi e margherite immortali, da cento, mille petali.
Speriamo che domani vada tutto bene.