Archive for dicembre, 2009

Piano casa: attenti agli inganni

Riportiamo testualmente l’articolo di Gianvalerio Sanna, circa le inesattezze propugnate dal leggendario quotidiano sardo di regime.

“Leggendo tutti i giorni il giornale “dipendente” dalla Giunta Regionale ho notato come da settimane un giorno si e uno no, nelle prime pagine viene dato uno spazio enorme ed ossessivo a diversi esponenti del centro destra, ora all’Assessore Asunis o al presidente della commissione urbanistica Matteo Sanna tutti impegnati a incitare sindaci, amministratori locali, tecnici e cittadini comuni a utilizzare a piene mani il finto Piano Casa da loro elaborato in quanto si sostiene, le osservazioni del centro sinistra sono fuorvianti e pretestuose e dunque non vi è motivo alcuno per non applicare le “sublimi” norme da questi approvate.

Se vi è necessità di insistere tanto deduco che anche a costoro qualche dubbio deve essere balenato. Ma ammettere una sconfitta o peggio un errore non è della politica d’oggi per la quale perseverare nell’inganno è al contrario costume consueto e sistematico.

Se avessero la dote dell’umiltà e del servizio vero nei confronti della comunità avvertirebbero il dovere di dire le cose come stanno e non di ingannare i cittadini su di una legge che è del tutto inapplicabile oltre che inutile per la maggioranza dei sardi.

Per essere sinceri è un altro caso in cui si dimostra chiaramente che i sardi sono assai più avanti dei loro governanti ma dire ciò degli attuali responsabili della regione è soltanto un eufemismo di fronte al risibile ed evidente dilettantismo di cui sono protagonisti ogni giorno.

Vorrei perciò sostituirmi alla viltà di chi non dice il vero per aiutare i cittadini a veder chiaro su quello che la destra cerca di propagandare.

La legge regionale sul finto piano casa si compone di 15 articoli divisi in due Capi. Il secondo capo riguarda il Piano Paesaggistico regionale, le procedure di modifica e le intenzioni di modifica. Intenzioni appunto perché con la leggina che la Giunta si è affrettata a presentare nei giorni scorsi, si riconosce, anche se tardivamente, che le modifiche al PPR si possono attuare previa intesa con il Governo e dunque poiché intesa non c’è ancora le modifiche non possono trovare applicazione. In altre parole tutte le norme di salvaguardia contenute nel PPR si devono applicare fino a quando non verrà ultimata ed approvata la nuova proposta di PPR.

Archiviato il capo secondo vediamo il capo primo.

Il capo primo disciplina prevalentemente gli aumenti volumetrici sul patrimonio immobiliare esistente, che variano dal 20 per cento fino al 35 in particolari condizioni.

Tutta questa previsione è inapplicabile in quanto le leggi dello Stato prevedono che le trasformazioni territoriali debbano avvenire esclusivamente in conformità con quanto stabilito dai Piani Urbanistici comunali o piani regolatori.

Per poter applicare tale deroga sarebbe stata necessaria una legge dello Stato avente carattere di “riforma economica e sociale” che autorizzasse tali eccezioni. Poiché i Piani casa sono stati redatti senza la “copertura legislativa” dello Stato non è possibile al momento, discostarsi legittimamente dalle previsioni dei PUC. A dire il vero sarebbe sempre possibile ma è bene avvertire i cittadini e soprattutto i tecnici dei comuni che l’assenso a tali previsioni della legge regionale attiverebbe in automatico l’avvio dell’azione penale per violazione urbanistica.

Dunque tirando le somme le legge di Cappellacci non può applicarsi se non sotto la scure della denuncia penale il che rende abbastanza evidente di quale prepotenza cercano di avvalersi i sostenitori di questa legge “truffa” in salsa sarda.

Questa non è una posizione politica della minoranza ma la lettura analitica e consequenziale delle norme che, bisogna ricordare agli sprovveduti governanti sardi, si avvale della complessa articolazione costituzionale del sistema legislativo italiano e che non consente a una regione di fare quello che gli pare in barba alle norme sovra ordinate, magari sulla base di accordo stato-regioni che fino ad oggi non ci hanno detto abbia assunto valore legislativo.

Ci pare perciò responsabile e doveroso replicare alle invocazioni pro l’applicazione del finto Piano Casa della Sardegna, con un accorato appello ai Sindaci, ai Tecnici e ai cittadini Sardi che dice: attenti alle conseguenze e alle bugie che gli irresponsabili vi propinano! Valutate e vagliate attentamente le norme e se avete dubbi chiedete consiglio al vostro legale di fiducia, avrete assicurata una più duratura tranquillità.”

Gian Valerio Sanna, Consigliere regionale Pd

Tanti auguri dal blog per un anno…migliore!

Alla ricerca disperata di qualcosa di gustoso da vedere in tv, mi sono felicemente imbattuto ne “Il grande dittatore”, strepitosa pellicola con Charlie Chaplin nel duplice ruolo del dittatore Hitler (parodiato) e dell’inerme barbiere ebreo, oppresso e infine sequestrato dal ghetto e imprigionato nel campo di concentramento. Come molti di voi sapranno, il film culmina in un paradosso: il dittatore viene tratto in arresto dalle guardie del suo stesso esercito, perchè scambiato per il barbiere ebreo, nel frattempo fuggito alla prigionia. Data l’enorme somiglianza, il vispo e indomito barbiere viene scambiato per il vero dittatore e portato di fronte a una marea sterminata di sudditi, i quali si attendono l’annuncio dell’invasione dell’Ostria (Austria). Ormai di fronte al microfono, il perseguitato ebreo non può che parlare. E’ qui che pronuncia quello che al mondo del cinema è noto come “il discorso all’umanità“. Vi invito ad ascoltarlo su youtube. E’ quanto di meglio possa regalare il nostro blog a chi ci segue e ci seguirà nel 2010. Buon anno a tutti!Discorso all\'umanità

La contrapposizione sistematica diventa metodo

Non si dovrebbe cadere nella banale interpretazione secondo cui l’avvelenamento del clima di questi ultimi giorni, in seguito all’aggressione subita dal Presidente del Consiglio, sia la comprensibile e istintiva conseguenza dell’onda emotiva. Il gesto di Tartaglia, persona di fragile equilibrio psichico, è stato da tutti gli esponenti politici deprecato e condannato. Per quanto i mezzi di informazione generalista si siano immediatamente adoperati per strumentalizzare ogni sillaba, la ferma condanna è arrivata, in realtà, anche da Rosy Bindi e Antonio Di Pietro, i quali hanno unicamente aggiunto alla propria umana riprovazione dell’atto violento una considerazione che tutti (proprio tutti coloro che non hanno la testa nella sabbia) hanno pensato senza dire, ovvero che c’era da aspettarsi che a furia di spingere sull’acceleratore lungo una strada sempre più stretta, si potesse a un tratto finire con le ruote sull’erba e andare in testa coda, nel caso specifico senza gravissime conseguenze fisiche. La prima comunicazione ufficiale del convalescente Silvio Berlusconi, depositata in poche righe al sito ufficiale del PdL, non è frutto di una spontanea e genuina affermazione di un uomo scosso e dolorante, ma uno slogan aziendale studiato a tavolino con i propri collaboratori: da un lato invita alla serenità, dall’altro insinua la parola “odio”, da un lato incarna il sentimento dell’amore e ringrazia per la solidarietà, dall’altro insinua l’ombra dell’invidia. Nessun riferimento personale, nemmeno un accenno allo psicolabile Tartaglia. In altre parole, nessuna volontà manifesta di circoscrivere il gesto a opera di un singolo, cosicchè i termini odio e invidia finiscono per cadere ben fuori da un contenitore: chi può si scansa, per tutti gli altri qualche schizzo di fango arriva. Infine, l’infame rappresaglia dei politici e affini del centro destra, tra i quali non si solleva una voce moderata, una parola di sobrietà, una frase di apprezzamento per chi – dall’altra parte – si assume la propria parte di responsabilità per i toni del dibattito, per l’asprezza della polemica dei mesi scorsi. Non s’ha da fare: Cicchitto attacca, Bondi rincara, La Russa incalza. La contrapposizione non è frutto nè della rabbia nè della paura: la contrapposizione è assunta come metodo. Di questo prendo atto. Sono costernato e avvilito per l’insano gesto di Tartaglia almeno quanto lo sono di essere governato da questi signori. Il chè equivale a dire, signor Berlusconi, che sono fortemente costernato e avvilito per quanto le è successo.