Accesso agli Atti
Credo che tutti i discorsi siano belli ma lascino il tempo che trovano se non fanno riferimento a notizie certe e circostanziate : è possibile sospendere la discussione e riprenderla in seguito ? Se qualcuno che siede nei banchi dell’Amminstrazione volesse rendere un servizio alla conoscenza ed all’inevitabile dibattito gliene saremo grati. Nel mentre è attesa la risposta alla richiesta che è di seguito riportata ed a cui , spero , il Comune non vorrà sottrarsi : le Leggi vigenti indicano in 30 giorni i tempi utili . Dovremmo poterne riparlare a Ottobre.
Allego copia della richiesta inoltrata in data odierna e, per dare un’idea concreta di ciò che dovrebbe essere e non è, invito a consultare, per esempio, il sito del Comune di Reggio Emilia che è solo uno dei tanti che adottano criteri di rispetto e trasparenza verso i propri cittadini ritenendo che il Bilancio non sia riservato ai pochi intimi.
COPIA Spett.le Amministrazione del Comune di Arborea Alla c.a. Ill.mo Sig. Sindaco Viale Omodeo, 5 09092 Arborea (OR)
Oggetto : Accesso agli atti – Richiesta di copia dei prospetti riepilogativi dei Bilanci consuntivi relativi agli esercizi 2007-2008-2009 e del Bilancio preventivo 2010
Ai sensi delle Leggi vigenti in materia di trasparenza degli atti della P.A. chiedo copia dei prospetti riepilogativi dei Bilanci consuntivi 2007-2008-2009 e del Bilancio preventivo 2010. Precisando che per Bilancio intende le informazioni relative al Rendiconto di Esercizio ed in particolare allo Stato Patrimoniale, al Conto Economico, al Conto di Bilancio ed alla Relazione con esclusione del rendiconto finanziario dei flussi di cassa, chiede che ogni comunicazione sia inviata ai recapiti del mittente sotto riportati ivi compreso il riferimento di posta elettronica anche certificata e resta in attesa di cortese riscontro porgendo i migliori saluti.
Lo specchio rotto
Tempo fa, il fondatore de “La Repubblica” Eugenio Scalfari descriveva il panorama nazionale come uno specchio rotto, per cui ogni frammento di vetro riflette una immagine diversa. Una metafora con la quale evidenziava l’assenza di una visione di insieme, di una ricerca condivisa di bene collettivo e in cui ogni corporazione, movimento, associazione, categoria, si muove nel proprio esclusivo interesse anche laddove confligga con quello nazionale.
Così, non appena si ipotizza una stretta sulla spesa pubblica tutti si dicono favorevoli a patto di non essere coinvolti nel sacrificio: gli industriali, i sindacati dei lavoratori, i notai e gli avvocati, le forze dell’ordine, gli insegnanti e i ricercatori, i liberi professionisti e insomma tutti, proprio tutti non badano affatto all’insieme ma solo all’immagine che il proprio frammento di specchio riflette. Per cui, no grazie: i sacrifici d’accordo ma non chiedeteli proprio a noi.
Di questa oggettiva difficoltà d’intervento il mondo politico avrebbe davvero ragione di lamentarsi, se non fosse che il bambino dispettoso che ha infranto lo specchio ha ricevuto il sasso in mano proprio dalla politica, quando era sia facile che conveniente elargire risorse a pioggia, lasciando la porta dell’assessorato socchiusa e ospitando ora questo ora l’altro, firmando e deliberando, in special modo alla vigilia del voto.
Questa è stata la politica fino a ieri. Oggi i soldi sono molti di meno, l’ufficio dell’assessorato ha la porta ben chiusa, non entra più pinco pallino e si riceve solo per appuntamento (ma si riceve!).
Il primo segno della mediocrità di un amministratore (politico) è in questo scenario: poiché non ho competenze, capacità, sensibilità, piuttosto che farmi venire l’emicrania per star dietro all’interesse generale scelgo di diventare referente di qualcuno, a patto che questo qualcuno (nella somma dei vetri infranti) mi assicuri appena più della metà dello specchio intero in termini di consenso elettorale.
Senza voler apparire irriverente, temo che le precedenti amministrazioni comunali abbiano saputo lavorare solo a “gettone”, togliendosi o facendo togliere alla comunità qualche sfizio: un po’ per accattivarsi le simpatie di una certa parte di elettori, un po’ per mancanza di prospettiva. L’incongruenza di un paese che si fa vanto di ospitare la più lunga pista ciclabile d’Europa (finanziata in parte da noi cittadini) e al tempo stesso non trova copertura economica per sfrondare tre palme in piazza Ungheria (il riferimento al luogo in cui lavoro non è casuale), così come la spesa affrontata per la realizzazione di un campo di calcio sintetico a fronte dell’impossibilità di effettuare il collaudo e di pagare le bollette della corrente elettrica dell’impianto, ci parlano di un maldestro padre di famiglia che continua a mangiare spesso in ristorante senza avere i soldi sufficienti a pagare i libri di scuola ai ragazzi.
Come al solito, la colpa è anche nostra: distratti e attratti dalle lusinghe dei politici che ci invitano a cena, ci asfaltano (a due giorni dal voto) la strada di fronte a casa, presenziano a ogni cerimonia o festa di popolo. La colpa è anche nostra, che abbiamo accettato in rigoroso silenzio di andare in frantumi, a patto che il nostro piccolo specchio personale continuasse a riflettere ciò che vogliamo.
Ora soldi non ce n’è. Pretendiamo che i nuovi amministratori ce lo dicano e che qualcuno si assuma un minimo di responsabilità.
Priorita’ assoluta
SOTTOTITOLO:..altrimenti ti dimetti e lasci il posto. Da qualche parte bisogna pur ripartire : io inizierei dalle piccole grandi cose che a mio parere darebbero un segno di discontinuità e di volontà di “ricostruire”. La prima in assoluto è la coerenza del “pulpito” altrimenti “la predica” non trova orecchie ben disposte. Mi sono affacciato a questo blog ed ho pensato che qui potessero confluire le comunicazioni , le informazioni, le opinioni, le critiche ….di chi, assomigliandosi almeno un po’ negli ideali e negli interessi, avesse la generosità renderli disponibili e, così facendo, di contribuire ad un processo virtuoso di ricostruzione dei momenti di condivisione e dibattito indispensabili per chi ha a cuore la democrazia. Purtroppo, dal conteggio delle “visite” mi pare che attorno a questo blog regni un silenzio deprimente : mi chiedo se ce ne siano altri più accreditati che non conosco e , se è così, Vi sarò grato se vorrete suggerirmi l’indirizzo. Certamente non il blog provinciale perché è l’ennesimo strumento che “piove dall’alto” e di cui non si sentirebbe la mancanza : se permettete (e se non permettete è lo stesso) preferisco leggere direttamente i quotidiani anche se, ormai, ogni argomento va a finire in espressioni di “forte preoccupazione”. Tutti sono sempre fortemente preoccupati … che tristezza. Ormai chiunque abbia un minimo incarico politico esprime forte preoccupazione almeno tre volte al giorno. Per essere breve e passare alla proposta direi che almeno chi ha incarichi di qualsivoglia natura senta il dovere di rivolgere le attenzioni verso il basso, partecipi rendendo conto come meglio crede del mandato che ha ricevuto e non disdegni di dedicare parte del proprio tempo ai rapporti interattivi (tu mi scrivi e io rispondo e viceversa) con i cittadini elettori. La posta elettronica da la possibilità di leggere e rispondere con tutte le comodità . Le alternative non possono essere che drastiche : chi non ha tempo da dedicare si metta da parte perché la scheda elettorale non è carta bianca. Tornando al blog : carissimi amici consiglieri dove siete ? Vi aspettiamo. Priorità n° 1.
Un Comune senza soldi
Arborea è un Comune senza soldi, letteralmente squattrinato. Pare non ci siano risorse sufficienti a garantire neppure l’ordinaria amministrazione. Quindi che fare? L’Amministrazione comunica ai cittadini che le casse sono vuote, dunque si taglia e si fa qualche sacrificio. E’ sufficiente? No, è un inizio necessario ma non sufficiente.
Tanto per cominciare, è scandaloso trovarsi (trovarci) in questa situazione, senza che nessuno ce l’abbia raccontata per tempo. Come spiegare e come trovare rispettabile che in questi ultimi dieci anni di vacche magre per tutti i nostri amministratori ce l’abbiano menata in tutte le salse andando per tv locali e mettendo in bella mostra lauti banchetti, prati verdissimi, un’economia fiorente, il Sistema Arborea in vetrina, i gemellaggi e le gite in ambasciata nel nord Italia?
Perchè abituare gli ospiti a calpestare un tappeto pulito e tenere la polvere ben sotto?
Quando Soru era alla Presidenza della Regione, i nostri rappresentanti politici sul territorio (e ne avevamo) si sono mossi esclusivamente in modo ostruzionistico, arrivando a indire la più demagogica delle assemblee pubbliche per aizzare i compaesani contro due famiglie Rom che “rischiavano” di trovare ospitalità in questa terra, un’assemblea nata con il solo intento di delegittimare un’ordinanza regionale del centro-sinistra. I cittadini di Arborea, scossi da un vento di invasione dei barbari, si sono prestati come si presta di solito una folla, ovvero unendosi in nome della decisione più vicina, quella a portata di mano.
Fu quello solamente uno dei tanti esempi di politica mirata all’esclusivo scopo della conservazione del consenso, del populismo e della disinformazione sulle questioni serie.
Non ci veniva detto, tra le altre cose, che in quegli anni la nostra Amministrazione comunale stipulava contratti derivati (swap) di cui si è riferito in questo blog (scorrere per leggere) e che tuttora non si sa quanto mettano a rischio i già fragili equilibri di bilancio; non ci viene raccontato di una folta schiera di giovani costretti a fare le valigie e partire verso luoghi ignoti perchè del tutto impossibilitati a costruire un futuro professionale e lavorativo in questo paese; non viene ricordato abbastanza spesso che ad Arborea l’associazionismo è morto, con e senza scopo di lucro: da quanto tempo non nasce una cooperativa di lavoro? Da quanto non si forma una associazione culturale? I nostri ragazzi hanno luoghi, possibilità, stimoli di espressione (artistica, culturale, politica)?
Non c’è mai stata una vera volontà di informare la cittadinanza sui perchè e i per come esistano cantieri pubblici aperti e incompleti, in pieno centro storico. Nessuna amministrazione in passato ha mai puntato i piedi sugli enti SBS e Laore per stimolare una reazione a questa lenta morte dell’urbanistica del nostro paese: nessuna battaglia, nessuna intimazione a fare, neppure un piccolo articolo di giornale dei nostri precedenti sindaci che si opponesse a questo immobilismo.
E nessun accenno di protesta per questo berlusconismo nazionale che si dice federalista e decentratore e poi taglia risorse ovunque, privandoci tra le altre cose dell’introito ICI (balzello a carico di noi cittadini, è vero, ma si pagava di buon grado sapendo che contribuiva all’erogazione dei servizi primari).
Così il “decentramento” diventa arte di arrangiarsi, e la cancellazione delle imposte solo una carta da gioco elettorale.
Mentre per la terza volta si fa scempio del complesso ex GIL, demolendo e rifacendo, sfasciando e cambiando senza completare niente, mentre decine di chilometri di pista ciclabile giaciono tra le sterpaglie delle zone periferiche, avvilite da centinaia di inutili cartelli segnaletici, ci troviamo a fare i conti con il taglio drastico dei giorni (e dei fondi) dedicati al trasporto dei ragazzi al mare (Estate ragazzi) e le Società sportive in bolletta per il pagamento della corrente elettrica degli impianti di gioco comunali.
Un Comune senza soldi, come il nostro, non ha specifiche responsabilità per questo stato di cose, ma dovrebbe avere la decenza di raccontarci come si è arrivati a questo punto e il coraggio di indicare come maggiori responsabili gli attuali governanti nazionali di centro destra.
Invece di additare Soru come un “mommotti” e poi cospargere di petali le strade al passare di un imprenditore di Milano, bassottino, che racconta barzellette.
Cura del centro storico e recupero degli immobili degradati
Ho votato anche per questa priorità come per tutte le altre…ma a dire il vero questa mi stimola diversamente perchè Arborea è così piccola che anche a parole ci si fa un giro completo. Vorrei dire che arrivare alla definizione di Centro Storico attraverso una riga di confine è sbagliato e riduttivo : potremmo semmai indicare gli edifici “storici” e sottoporli a tutela ma tracciare una riga e condannare chi sta dentro il cerchio al giogo burocratico mi sembra una cattiveria oltre che un gesto di sbrigativa professionalità ….come dire…sbrighiamoci che è l’ora dell’aperitivo. Ovviamente il discorso è complesso ed i motivi sono tanti e delicati ; non ho alcuna riserva a parlarne qualora l’argomento interessi qualcuno. Ma chiariamoci è lo stesso concetto del “Centro” inteso come identificazione geometrica che è orribile , inutile , ingiusto e non approda a nulla. Diverso è comprendere ed identificare il criterio urbano che ha ispirato la nascita di Arborea e la cronologia delle sue costruzioni originarie nel loro insieme di volumi e dettagli architettonici che hanno significato rapporti dimensionali e sociali da salvare e aggiornare con occhio al futuro. Molti Comuni Italiani non hanno dismesso l’attività di costruire propria edilizia e là dove tale attività è stata delegata in toto al privato è quasi sempre successo che il mercato è evoluto a spese dei deboli ed a vantaggio della speculazione. Questa è una di quelle scelte che caratterizza politicamente l’attività di una Amministrazione. Lo sappiamo tutti ed è ora che si smetta di fingere di ignorare. Per quanto al recupero dei fabbricati degradati vorrei capire di quali fabbricati si parla perchè quasi tutti hanno un proprietario che, deve provvedere e non provvede perchè nessuno fa rispettare le Leggi vigenti e per i restanti si attende che a fare “l’affare” sia l’amico dell’amico. A richiesta si può entrare in ulteriore dettaglio.
Su sondaggi, priorità e altre (nostre) sciocchezze
Gli articoli di Gigi sono colpi di vento improvvisi in una giornata di calma piatta, esattamente ciò che andava cercando questo blog. Mi rallegro della capacità non estinta di scrivere di cose serie senza eccessi di seriosità.
In attesa che una goccia di logica bagni questi dintorni, proviamo a ragionare con quel che passa il convento.
L’amministrazione ordinaria e l’azione politica viaggiano su binari diversi, quasi sempre, direi sempre nelle piccole realtà come la nostra. E’ poi vero che sia per i tecnici che per gli amministratori mettere mano alle cose esistenti (immobili in degrado e in abbandono, infrastrutture, strade e via dicendo) è assai più rognoso, credo anche dal punto di vista del reperimento delle risorse, piuttosto che progettare, iniziare – e spesso non finire – nuove opere pubbliche o nuovi lotti residenziali. Il patrimonio esistente meriterebbe un surplus di impegno, risorse e competenze per il ripristino, la manutenzione, il recupero del centro storico e delle borgate. Amen. Chi ha mai negato in questo blog l’assoluta necessità di una rivisitazione del PUC in funzione di questi aspetti? Lo abbiamo semmai scritto e riscritto, ben prima di avventurarci nei sondaggi (lunga parentesi: che non sono conseguenza di una fumata di cannabis degli amministratori del sito ma un’aggiunta alle nostre rubriche, senza nulla pretendere e senza alcuna valenza scientifica, e sono del tutto marginali rispetto agli articoli dei nostri lettori. Ad esempio, sapevi che a fronte di 5000 € stanziati per le pietanze etniche, viene chiesto alle società sportive di pagare una retta mensile per i costi del campo comunale? A quanto pare, le priorità sono frutto non già di fanatici sondaggisti, ma delle scelte economico-sociali dei nostri stessi amministratori: a chi si da e a chi si toglie).
Le battaglie che poi tu indichi come più politiche, quelle al di sopra dell’ordinaria amministrazione, confliggono spesso con i poteri dei consigli d’amministrazione, gli enti pubblici, i nominati, i correntisti dei partiti, i carrieristi della politica, ma è cominciando a parlarne che riusciremo a rendere ineludibile il tema, e questo blog ne parla, ne scrive e si firma.
Cos’altro si può fare da semplici osservatori?
Io sono pure un politico, ma non ricopro incarichi e temo di non avere neppure la stoffa per riuscire a incidere in futuro su questioni del genere, almeno non da solo.
Infine, a rileggere il tuo post: politica abitativa, manutenzione dell’esistente, battaglie su infrastrutture e recupero immobili in abbandono di proprietà degli enti che occupano e nulla danno al territorio…Temo tu abbia involontariamente partecipato al nostro sondaggio sulle priorità: possiamo conteggiarti al punto “Cura del centro storico e recupero immobili in degrado”??
LE PRIORITA’ – ooooooOOOOLLLE’
LE PRIORITA’ – ooooooOOOOLLLE’ !!!! Vi voglio fare un regalo e consiste nel suggerimento al “sondaggio dei sondaggi” ..la mamma di tutti i sondaggi, ma che dico, la nonna di tutti i sond..ma che dico, l’eva di tutti i sondaggi ! “Ne avete o non ne avete le tasche piene di essere sondaggiati ? “ Mi gioco il caffè che la risposta sarebbe : “SI, ne abbiamo le tasche piene !”.
Ma allora , se lo sanno tutti, perché questa maledizione non cessa ? Ma soprattutto, e mi riferisco al sondaggio qui proposto , che senso ha ? E’ come chiedere se siamo più interessati alla carta di identità o alla Concessione Edilizia…..e mi chiedo : perché non posso averle entrambe ? ….in fondo sono due uffici diversi …quindi potrebbero anche lavorare contemporaneamente…o no ? Si sa che la logica non è di questa terra ma se anche lo fosse il calcolo delle probabilità rende quasi nulla la possibilità che ad Arborea ne sia capitata una goccia.
Da diverso tempo sono portatore sano di una teoria che contiene in sé elementi di grave pericolo sociale : ebbene si, lo confesso, ne sono consapevole. Il germe del dubbio si manifestò improvvisamente quando resi pubblica una riflessione : se devo votare un sindaco per occuparsi dei giardini non è meglio che lo scelga direttamente tra gli esperti in giardinaggio ?….e se dovrà occuparsi dell’impianto idrico non è meglio che lo scelga tra gli idraulici ?
L’evidenza della riflessione era tale che il cielo si squarciò e le tenebre calarono sull’assemblea che venne immediatamente rinviata. Rientrando negli ambiti di una riflessione seria la questione è che debba darsi per scontato che tutti gli Amministratori eletti, di qualsiasi parte politica , non possano trascurare le attività ordinarie e che, al contrario, il segno politico si individui sulle scelte di altra natura …..ed ecco perché le liste civiche fanno sempre più ridere.
Per Arborea, allo stato attuale delle cose, ignorando la quantità di risorse disponibili (su questo punto vedi altro articolo ad hoc) , bisogna rimettere mano con urgenza al PUC ed avviare una politica abitativa comunale di ampie proporzioni pretendendo (sottolineato) che l’Ufficio Tecnico si torni ad occupare delle attività ordinarie almeno all’ 80 % dell’orario di lavoro perché lo sanno tutti che la Manutenzione Ordinaria è più rognosa , occupa più tempo ed è più facile appaltare 100 milioni di Euro di nuove costruzioni che 10.000 Euro di Manutenzioni….a parte il resto che inseriamo tra gli .
Per il resto le battaglie da fare Vs. Abbanoa , Vs. Bonifiche Sarde, Vs. Ersat , Vs. Poste Italiane e più in generale verso quanti hanno proprietà che invadono il territorio , se ne appropriano senza nulla dare in cambio, sono battaglie politiche dove si potrebbe vedere la differenza tra un Amministratore ed un altro e dove il rischio, per i politici in carriera, è sempre quello di risultare scomodi al potere.
Nel mentre il livello di cacca dei piccioni aumenta e nella corrida la mantiglia delle priorità torna a sventolare…..ooooooolllèèèèèèèèè !.
Wilson e Cossiga
Tra tutte le notizie ci hanno attraversato in questi giorni di ferie voglio riprenderne una e riproporla all’attenzione di tutti. La News è quella che il morbo di Wilson ci preoccupa meno del gonfiore di pancia di Alessia Marcuzzi.
Per i più distratti ricordo che il primo è una malattia dovuta ad un particolare disordine genetico e, fortunatamente, esiste un farmaco salvavita senza il quale l’esito sarebbe fatale : il problema è che la casa farmaceutica ha recentemente annunciato che tra 4 mesi smetterà di produrlo perché, ahimè, sono il numero dei malati è sceso sotto la soglia della convenienza economica.
In altre parole, siccome il guadagno non è abbastanza, la produzione si ferma e/o si dedica ad attività produttive più remunerative. Tutti i TG , compreso il TG1 (bontà Minzoliana), hanno dato la notizia ma poi è calato il silenzio più assordante sulla questione : immagino che i malati ed i loro familiari non abbiano festeggiato la partenza del conto alla rovescia . Ma tanto a noi che ci frega ?
Ci preoccupa di più il gonfiore della Marcuzzi (*) che, ci scommetto, starà passando le ferie d’agosto in una suite con almeno tre bagni per la raccolta differenziata. Mi piacerebbe appuntare da qualche parte la frase “Morbo di Wilson” così….tanto per ricordare e stimolare la curiosità….chissà come finirà ….sempre ammesso che si riesca a saperlo. Naturalmente ogni commento è libero ed ogni opinione è altrettanto meritevole di rispetto sia pure in misura non illimitata : per quanto mi riguarda ogni attività lavorativa ha una componente individuale ed una sociale ed i due aspetti stanno in equilibrio instabile, ma quando l’interesse individuale prende totalmente il sopravvento a discapito di quello sociale significa che c’è qualcosa che non va e lo Stato (noi) deve in qualche modo intervenire. Fosse per me ne farei una specie di reality tanto per rendere l’idea di come si vive con la consapevolezza che ogni giorno che passa è uno in meno ; farei la felicità dei sadici ma pazienza !. Nel frattempo, mentre scrivo, apprendo che anche il Presidente Cossiga ha lasciato questa valle di lacrime.


